Varese | 3 Ottobre 2026

Ottobre Rosa 2026, la prevenzione arriva sul territorio con ASST Sette Laghi

Un mese di iniziative dedicate alla salute delle donne: professionisti, istituzioni e associazioni fanno rete per portare prevenzione, informazione e ascolto vicino alle cittadine

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Per tutto il mese di ottobre, ASST Sette Laghi, insieme all’Università degli Studi dell’Insubria e alle associazioni impegnate da anni al fianco delle donne, promuove un articolato programma di iniziative nell’ambito dell’Ottobre Rosa 2026.

L’obiettivo è portare la cultura della prevenzione il più vicino possibile alle cittadine, mettendo in rete competenze e professionalità diverse. Nel progetto sono coinvolti gli specialisti della Breast Unit, della Genetica, della Radiologia e delle Vaccinazioni, insieme al Coordinamento delle Attività Consultoriali e agli Psicologi delle Cure Primarie.

Il programma coinvolgerà le Case di Comunità di ASST Sette Laghi e la sede territoriale di Malnate, con appuntamenti rivolti alle donne nelle diverse fasi della vita. Le iniziative interesseranno Varese, Luino, Laveno, Tradate, Sesto Calende, Arcisate, Gazzada, Malnate, Angera e Gavirate.

In programma ci sono visite di prevenzione personalizzata ed educazione alla salute, ma anche attività di supporto psico-oncologico, mindfulness e percorsi psico-nutrizionali. Una proposta che punta quindi a considerare la salute femminile nella sua complessità, affiancando alla dimensione clinica quella dell’ascolto e del benessere psicofisico.

«La prevenzione è più efficace quando riesce a raggiungere le persone nei luoghi in cui vivono e quando mette in rete competenze diverse – sottolinea il Direttore Sociosanitario di ASST Sette Laghi, Giuseppe Calicchio –. Con questo programma portiamo sul territorio non solo la competenza clinica, ma anche ascolto, informazione e accompagnamento, grazie al lavoro integrato di professionisti e associazioni».

Una parte significativa dell’Ottobre Rosa 2026 sarà dedicata alla collaborazione tra ASST Sette Laghi e Università degli Studi dell’Insubria, nell’ambito delle azioni di Workplace Health Promotion (WHP).

L’iniziativa vuole avvicinare alla prevenzione anche la popolazione femminile più giovane, coinvolgendo in particolare studentesse e dipendenti dell’Ateneo.

Il 29 e 30 ottobre e il 12 e 13 novembre, presso il Consultorio di via Ottorino Rossi a Varese, docenti, dipendenti e studentesse dell’Università potranno accedere gratuitamente alle attività previste.

Nelle giornate del 29 ottobre e 12 novembre saranno disponibili Pap test/HPV DNA test e vaccinazione HPV. Il 30 ottobre e 13 novembre, invece, sarà possibile effettuare visite senologiche, consulenze genetiche e vaccinazione HPV.

L’accesso sarà libero, senza prenotazione, dalle 9 alle 12.

Un aspetto particolarmente significativo riguarda la possibilità di garantire rapidamente eventuali approfondimenti. Qualora dalla visita emerga la necessità di ulteriori accertamenti diagnostici, come una mammografia, l’esame sarà programmato entro tre giorni dalla visita presso le Radiologie degli ospedali di Varese, Tradate e Angera.

Un percorso che rafforza dunque la collaborazione tra sanità e università e che punta a trasformare la prevenzione in una pratica concreta già nelle prime fasi della vita adulta.

Accanto ai professionisti di ASST Sette Laghi saranno presenti le associazioni AMOR, Varese per l’Oncologia, C.A.O.S., ANDOS Comitato di Varese, LILT e ANDOS Comitato di Ispra, con il patrocinio di Europa Donna Italia e FAVO Lombardia.

La partecipazione delle associazioni rappresenta un elemento centrale dell’iniziativa: la prevenzione, infatti, non viene proposta soltanto come prestazione sanitaria, ma come un percorso che comprende informazione, accompagnamento e sostegno.

«L’Ottobre Rosa rappresenta ogni anno un’importante occasione per ricordare che la prevenzione del tumore della mammella e delle principali patologie femminili non deve limitarsi ai luoghi della cura, ma deve andare incontro alle donne, raggiungendole anche nei luoghi della loro quotidianità – osserva Francesca Rovera, Direttore della Breast Unit di ASST Sette Laghi e Responsabile del Centro di ricerca in Senologia dell’Università degli Studi dell’Insubria –. Come Presidente della Scuola di Medicina dell’Università sono particolarmente lieta che quest’anno l’invito si estenda anche alle dipendenti dell’Ateneo e alle studentesse di Medicina. È un modo per trasformare l’Ottobre Rosa non soltanto in un momento di sensibilizzazione, ma anche in un’opportunità concreta di prendersi cura della propria salute».

E aggiunge: «La prevenzione è conoscenza, consapevolezza e possibilità di scegliere con maggiore precisione. Portarla alle donne significa, prima di tutto, essere al loro fianco».

L’iniziativa prevede anche uno spazio dedicato all’ascolto e alla valutazione dell’esperienza delle partecipanti.

Le donne che aderiranno alle giornate di prevenzione potranno compilare liberamente due questionari, uno all’inizio e uno al termine del percorso. Gli strumenti sono predisposti e gestiti dall’associazione C.A.O.S., in collaborazione con Alessandra Grossi, docente di Scienze e Tecniche della Comunicazione dell’Università degli Studi dell’Insubria.

Le risposte permetteranno di raccogliere indicazioni sulla qualità dei servizi offerti e sull’esperienza vissuta dalle donne durante le giornate di prevenzione, contribuendo così a individuare eventuali elementi utili per migliorare ulteriormente il percorso.

«Fare rete significa offrire alle donne non soltanto prestazioni sanitarie, ma un percorso fatto di prevenzione, informazione, ascolto e sostegno – afferma Adele Patrini, Presidente dell’Associazione C.A.O.S. e Delegato FAVO Lombardia –. È questo il valore di un Ottobre Rosa che coinvolge l’intero territorio».

L’Ottobre Rosa 2026 di ASST Sette Laghi si presenta quindi come un progetto che va oltre la semplice campagna di sensibilizzazione. L’intento è costruire una rete territoriale stabile, capace di mettere in relazione strutture sanitarie, università, professionisti e associazioni e di intercettare le esigenze delle donne in momenti diversi della loro vita.

Perché la prevenzione non deve concentrarsi in un unico luogo o in un unico momento dell’anno. Deve essere accessibile, diffusa e vicina alle persone: una rete capace di informare, ascoltare e accompagnare le donne nel percorso di cura della propria salute.

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