Luino | 3 Ottobre 2026

Delitto di Luino, nuova perizia psichiatrica per Ammanuel Francesco Rezzonico

Il 24enne svizzero è a processo per l’omicidio del padre adottivo Boris, avvenuto il 6 luglio 2025. Il giudice dispone un nuovo accertamento

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Una nuova perizia psichiatrica dovrà approfondire le condizioni di Ammanuel Francesco Rezzonico, il 24enne svizzero attualmente detenuto e imputato per l’omicidio del padre adottivo Boris Rezzonico, avvenuto a Luino il 6 luglio 2025. A riportare gli sviluppi del processo è oggi, sabato 3 ottobre, il quotidiano La Prealpina.

Secondo quanto riferisce il giornale, il giovane è comparso ieri davanti alla Corte d’Assise di Varese. Al termine dell’udienza, il giudice ha deciso di affidare a un esperto un nuovo accertamento, con l’obiettivo di stabilire la capacità di intendere e di volere dell’imputato al momento dei fatti.

L’omicidio risale alla scorsa estate in via Vittorio Veneto, nel centro di Luino. Boris Rezzonico, 57 anni, venne ucciso con una coltellata al petto. Il procedimento giudiziario dovrà ora chiarire anche quale fosse la condizione psichica del 24enne quando si verificò il delitto, aspetto destinato ad avere un ruolo rilevante nel prosieguo del processo.

Come ricostruisce La Prealpina, durante l’udienza di ieri Rezzonico ha salutato dalla gabbia amici e familiari presenti in aula. Nel corso del dibattimento, tuttavia, non avrebbe reso dichiarazioni spontanee. Tra il pubblico erano presenti anche la sorella e il fratello gemello di Boris, costituiti parte civile insieme all’avvocato Giuseppe Sassi.

Il quotidiano riferisce inoltre che i giudici hanno acquisito integralmente il fascicolo delle indagini del pubblico ministero, per questa ragione il sostituto procuratore Pietro Bernardoni ha rinunciato all’esame dei testimoni indicati, vale a dire i militari dell’Arma intervenuti quella sera, alcuni amici e parenti.

La decisione di procedere con un ulteriore approfondimento psichiatrico sarebbe legata anche alla presenza di indicazioni contrastanti emerse nel corso delle indagini. La specialista incaricata dal gip durante l’incidente probatorio aveva infatti ritenuto Rezzonico capace di intendere e volere al momento del fatto, pur evidenziando elementi relativi alla sua imputabilità che potranno incidere sulla valutazione della pena. Diversa, invece, la conclusione del consulente della difesa.

La nuova perizia dovrà quindi fornire alla Corte ulteriori elementi prima della prosecuzione del procedimento. Secondo quanto riportato da La Prealpina, nella prossima udienza, prevista tra circa un mese, sarà conferito formalmente l’incarico allo specialista che dovrà valutare anche la capacità di stare in giudizio e la pericolosità sociale dell’imputato.

Nel corso dell’udienza è stato affrontato anche il momento immediatamente successivo all’omicidio. Il giovane avrebbe raccontato agli investigatori di essersi trovato di fronte al rifiuto del padre di prestargli l’automobile e che la situazione sarebbe poi degenerata. Sarà ora il processo, insieme ai nuovi accertamenti disposti dalla Corte, a ricostruire compiutamente quanto accaduto e a definire le responsabilità dell’imputato.

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