Varese | 10 Settembre 2026

Varesotto, l’estate più calda di sempre: 69 giorni sopra i 30 gradi e un record dopo l’altro

I dati del Centro Geofisico Prealpino fotografano un 2026 senza precedenti: temperatura media di 26,7 gradi, mezzo grado oltre l’estate del 2003, luglio e agosto mai così caldi. Qui i dettagli

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(da Varesenoi.it) L’estate meteorologica 2026 è entrata nella storia climatica di Varese. A certificarlo sono i dati raccolti dal Centro Geofisico Prealpino, che ha tracciato il bilancio di una stagione capace di superare numerosi record della serie storica cittadina.

Il dato più impressionante riguarda la temperatura media: 26,7°C, valore che rende quella appena conclusa di gran lunga l’estate più calda registrata a Varese dal 1967, anno di inizio della serie del Centro Geofisico Prealpino. Battuto nettamente anche il riferimento dell’eccezionale estate del 2003, superata di mezzo grado.

A caratterizzare gli ultimi mesi è stata soprattutto la continuità del caldo. Quattro ondate di calore si sono susseguite già a partire dall’ultima decade di maggio, con temperature quasi costantemente superiori alle medie stagionali. Le uniche vere parentesi sono state la prima metà di giugno e l’ultima decade di agosto.

Anche l’analisi dei singoli mesi restituisce la portata dell’anomalia: giugno è stato il secondo più caldo dal 1967, mentre luglio e agosto sono stati i più caldi in assoluto nella serie storica varesina.

Ancora più eloquente il numero delle giornate bollenti. Quelle con una temperatura massima superiore ai 30°C sono state 69, ben dieci in più del precedente primato, stabilito nel 2022. In 44 giornate il termometro ha oltrepassato i 33°C e in 14 ha superato addirittura i 35°C.

Ed è caduto anche il record assoluto di temperatura massima mai registrata a Varese: il 6 agosto sono stati raggiunti 37,2°C, cancellando i 36,8°C del 27 giugno 2019. Non solo: secondo il Centro Geofisico Prealpino, la prima settimana di agosto è stata la più calda mai misurata in città, con una media delle temperature massime di 35,8°C.

Da primato anche le medie dell’intera stagione. La media delle massime è stata di 31,1°C, contro il precedente record di 30,4°C condiviso dalle estati 2003 e 2022. Ancora più marcato lo scarto per le minime: 21,5°C di media, contro il precedente primato di 19,9°C, appartenente ancora una volta al 2003 e al 2022.

Sul fronte delle precipitazioni, il dato complessivo potrebbe apparire meno eccezionale: durante l’estate sono caduti 365 millimetri di pioggia, pari al 91% della norma di 402 millimetri. Ma la distribuzione delle precipitazioni racconta una storia molto diversa. La pioggia si è infatti concentrata soprattutto in forti temporali, mentre tra l’11 giugno e il 15 agosto sono caduti appena 27 millimetri. Luglio, in particolare, è risultato il secondo meno piovoso dal 1965.

Una combinazione di caldo eccezionale e prolungata scarsità di precipitazioni che ha avuto conseguenze pesanti anche sull’ambiente. Il Centro Geofisico Prealpino richiama i numerosi e prolungati incendi che hanno interessato Ossola e Valsesia e la caduta anticipata delle foglie di alcune specie tipiche delle Prealpi, come il faggio.

Gli effetti si sono fatti sentire anche sul Lago Maggiore. La mancanza di precipitazioni, insieme all’assenza di neve residua primaverile sulle Alpi, ha determinato una magra del Verbano dal 10 luglio al 22 agosto, con il livello sceso fino a 48 centimetri sotto lo zero idrometrico. Una situazione che ha aggravato i problemi per l’irrigazione estiva della Pianura Padana e la carenza d’acqua nel fiume Ticino.

Ma forse il dato che più di tutti racconta quanto sia cambiato il clima varesino arriva dal confronto tra decenni. Secondo la serie del Centro Geofisico Prealpino, nell’ultimo decennio, quello 2017-2026, le temperature medie estive sono risultate di 4,1°C superiori a quelle del primo decennio preso in esame, il 1967-1976.

Un aumento enorme che porta il Centro Geofisico Prealpino a una conclusione netta: eventi di questa portata sono destinati a ripetersi nei prossimi anni con frequenza sempre maggiore, a causa del marcato aumento delle temperature, una tendenza destinata a proseguire e che potrebbe persino accelerare.

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