(Cesi Colli – Foto: Paola Fantoni) Ci sono tradizioni che il tempo non appesantisce, ma rende ancora più preziose. Tradizioni che, anno dopo anno, tornano a riunire una comunità e finiscono per diventare molto più di una semplice ricorrenza sul calendario. È così per la festa del Santissimo Nome di Maria, celebrata a Masciago Primo il 6 settembre, un appuntamento che anche quest’anno ha saputo intrecciare fede, devozione, amicizia e vita comunitaria.
La festa arriva al termine dell’estate, quasi come una soglia: alle spalle i giorni di vacanza e di riposo, davanti un nuovo tratto di cammino da percorrere insieme. Ed è proprio questo uno dei significati più belli che il parroco, don Valerio, ha voluto affidare alla comunità: la festa come occasione per ricominciare, per ritrovarsi dopo la pausa estiva e rimettersi in cammino con la propria vita, le proprie famiglie e la propria comunità, seguendo ancora una volta la strada tracciata da Cristo.
È una ricorrenza che affonda le proprie radici nella storia locale. La festa del Santissimo Nome di Maria risale infatti ai primi anni del Novecento, come documenta una testimonianza conservata nell’archivio parrocchiale. Una copia dello stesso documento è stata poi custodita dai Masciaghesi nella testa della statua della Madonna: un piccolo gesto, quasi nascosto, che lega la memoria del passato alla fede vissuta ancora oggi.
La preparazione alla festa è iniziata venerdì 4 settembre, con la preghiera del Rosario e la predicazione in chiesa. Un momento di raccoglimento che ha permesso ai fedeli di avvicinarsi alla celebrazione lasciando da parte, almeno per un momento, la frenesia della quotidianità.
Il giorno successivo, sabato 5 settembre, la festa ha regalato un momento di particolare intensità con l’“Elevazione spirituale”. Profonde meditazioni mariane si sono alternate a musiche religiose di rara delicatezza, eseguite dalla “Camerata Berlin”, gruppo composto da strumentisti e da un coro dalle voci capaci di trasformare il canto in preghiera. Un momento di grande bellezza e spiritualità che, nelle parole del parroco don Valerio, ha rappresentato anche un originale e speciale gemellaggio tra il piccolo paese di Masciago e Berlino.
Poi è arrivato il 6 settembre, il giorno della festa. La Messa solenne del mattino ha riunito i fedeli nella celebrazione dedicata al Santissimo Nome di Maria, cuore spirituale di una giornata vissuta all’insegna della fede e della partecipazione.
A mezzogiorno, il sagrato della chiesa si è trasformato in un luogo di incontro e convivialità. Il pranzo comunitario e condiviso ha dato alla giornata il volto più semplice e autentico dello stare insieme: quello delle persone che si siedono allo stesso tavolo, condividono il cibo, si raccontano l’estate appena trascorsa e ritrovano il piacere di incontrarsi.
Nel pomeriggio, la preghiera è tornata protagonista con il Vespro e la processione per le vie del paese. Durante l’omelia, don Valerio ha ricordato a ciascuno di noi la bellezza di affidarsi a Maria. Come esempio ha richiamato Francesco, un ragazzo della nostra comunità che ci ha lasciato e che, nella sua vita, ne è stato un profondo testimone. Il suo nome è tornato a risuonare nella chiesa e nel cuore di una comunità che non lo dimentica.
Portare la statua di Maria lungo le strade di Masciago Primo ha significato ancora una volta affidare a Lei non soltanto la chiesa, ma l’intero paese, le sue famiglie e ogni persona che lo abita. Una fede che esce dal luogo della celebrazione e percorre le strade della vita quotidiana, facendosi presenza e vicinanza.
A chiudere la giornata è stato il tradizionale incanto dei canestri, un appuntamento che richiama ogni anno la partecipazione e la generosità dei Masciaghesi. I canestri, preparati e offerti per l’occasione, vengono messi all’incanto e, tra rilanci e qualche sana competizione, diventano un momento di festa capace di coinvolgere grandi e piccoli. Ma dietro questo gesto conviviale c’è anche qualcosa di più: la volontà di contribuire concretamente alla vita della parrocchia.
Il ricavato della festa, insieme alle offerte raccolte grazie alla generosità dei Masciaghesi, sarà infatti destinato alle necessità della chiesa di Masciago Primo e ai diversi interventi che nel corso dell’anno si rendono necessari, dalle piccole manutenzioni fino ai lavori più impegnativi. È anche attraverso questi gesti, semplici ma concreti, che una comunità si prende cura dei propri luoghi, li mantiene vivi e continua a custodire una storia che appartiene a tutti.
Ciò che resta, una volta spente le luci della festa e tornati alla quotidianità, è soprattutto il significato profondo di queste giornate. La fede è anche cammino condiviso: è sapersi ritrovare nella preghiera, sedersi alla stessa tavola, percorrere insieme le strade del proprio paese e prendersi cura dei luoghi che raccontano la propria storia.
È forse questo il dono più bello che la festa del Santissimo Nome di Maria lascia alla comunità: la consapevolezza che ogni settembre può davvero essere un nuovo inizio.
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