Canton Ticino | 14 Agosto 2026

Calano i frontalieri nel Canton Ticino, «ma è prematuro parlare di inversione di tendenza»

Nel secondo trimestre 2026 oltre 414mila frontalieri hanno raggiunto la Confederazione per lavoro, ma il numero nella Svizzera italiana cala: fra le possibili cause il nuovo accordo fiscale

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(da www.varesenoi.it/Tog/Adnkronos) Sono stati 414.262 i frontalieri che nel secondo trimestre del 2026 hanno raggiunto la Svizzera per lavoro, con un lieve aumento, dello 0,5%, rispetto al trimestre precedente e dell’1,3% su base annua. Nel Canton Ticino, tuttavia, il loro numero è diminuito. È quanto emerge dai dati pubblicati nei giorni scorsi dall’Ufficio federale di statistica (Ust).

Uno sguardo più approfondito alle cifre mostra che negli ultimi tre anni è aumentato in modo significativo soltanto il numero dei frontalieri provenienti dalla Francia, mentre quello di coloro che arrivano da Italia, Germania e Austria è rimasto sostanzialmente stabile.

Tra aprile e giugno, in particolare, le persone che dall’Italia hanno attraversato il confine per lavoro sono diminuite dell’1,1% rispetto allo stesso periodo del 2025. Su base annua, gli incrementi più marcati sono stati registrati nella regione del Lemano (+2,8%), nell’Altipiano (+1,8%), nella Svizzera nordoccidentale (+1,0%) e, seppur su livelli assoluti molto inferiori, nella Svizzera centrale (+2,7%).

Per contro, oltre che in Ticino (-0,6%), il numero dei frontalieri è calato anche nella regione di Zurigo (-1,5%) e nella Svizzera orientale (-1,2%).

L’evoluzione a sud delle Alpi conferma le osservazioni formulate a inizio anno dalla Federazione degli esercenti e degli albergatori GastroTicino, secondo cui le candidature provenienti dal Nord Italia sono diminuite. In particolare, i lavoratori più qualificati mostrerebbero un interesse minore per un impiego nel Cantone.

Fra le possibili spiegazioni figura il nuovo accordo fiscale tra Svizzera e Italia, entrato in vigore nel luglio del 2023. Secondo i sindacati ticinesi, l’intesa comporta infatti un maggiore onere per i frontalieri. A questo si aggiunge il miglioramento delle condizioni di lavoro ottenuto dai sindacati italiani, in particolare nel settore della ristorazione. Nonostante il calo dei frontalieri in Ticino, gli esperti ritengono prematuro parlare di un’inversione di tendenza.

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