(di Claudio Ferretti – www.varesenoi.it) Centosessanta anni in due e non sentirli minimamente, festeggiati sul cammino di Santiago de Compostela. Silvano Sàssoli, 77 anni, e Mario Bresil, detto anche il pescatore, di 83 anni sono due amici di Laveno Mombello che condividono la passione per le camminate e che insieme hanno percorso molteplici itinerari podistici, sia in Italia che all’estero.
Sono reduci, da qualche settimana, dal ritorno dalla loro ultima avventura – vissuta come sempre insieme – del cammino francese di Santiago, dove sono stati considerati i “veci” sul percorso e dove convivono motivazioni interiori e spirituali e lo sforzo fisico.
In cosa è consistito il vostro cammino francese per Santiago?
È il classico cammino di Santiago dalla lunghezza di circa 800 chilometri ed è il percorso che, come la leggenda racconta, ha attraversato San Giacomo partendo da un paesino francese a ridosso dei Pirenei che si chiama Jean-Pied-de-Port.
Quanto tempo avete impiegato per completare il cammino?
Trentatré giorni, percorrendo 25 chilometri giorno, nel corso dei quali abbiamo incontrato, camminato e conosciuto persone davvero straordinarie.
Cosa vi ha spinto a intraprendere questa nuova avventura?
Risponde Silvano: Ci conosciamo da tantissimi anni e questo cammino era un grande desiderio di Mario, era un sogno che da anni voleva realizzare; poi per diverse vicissitudine della vita ha dovuto sempre rimandare e così quando si è presentata l’occasione di realizzare questo sogno non mi sono tirato indietro e ho contribuito a realizzare qualcosa di importante per lui. Sono contendo di averlo fatto perché è un grande amico.
Quali sono i ricordi più significativi di questo cammino?
I ricordi sono legati soprattutto alle emozioni vissute grazie a dei paesaggi straordinari ma soprattutto agli incontri che ti arricchiscono e di danno gioia interiore. Condividere le giornate con persone provenienti da ogni parte del mondo e con culture diverse, mangiare con loro, alloggiare negli stessi ostelli ti dà sensazioni indescrivibili. Abbiamo conosciuto ad esempio una ragazza di 22 anni partita da Hong Kong e una signora che proveniva dall’Alaska che camminava per la pace e che ci ha donato un adesivo ricordo. Sono solo due esempi, ma ne potremmo raccontare molti altri. Dialogando con loro è emerso un qualcosa di speciale che ci fa fatto riflettere; pur essendo di religioni diverse, tutti abbiamo condiviso questo frase “Dio è Dio ed è per tutti, di qualsiasi credo religioso siano”. Un altro toccante incontro è stato quello con una signora della Nuova Zelanda che ci ha raccontato storie affascinanti. Ci siamo sentiti coccolati da tutti, perché eravamo i “nonni del cammino di Santiago”.
Avete ancora qualche avventura in programma o sogni da realizzare?
Risponde Silvano: Dopo aver contribuito a realizzare il sogno di Mario, anch’io ho un desiderio che auspico di poter vedere realizzato, ovvero quello del Cammino della Terra Santa che ho provato ad organizzare diverse volte, ma sono stato fermato prima dal Covid e poi dall’inizio della guerra dopo la tragedia del 7 ottobre.
Risponde Mario: Mi piacerebbe fare il percorso di Fatima da Lisbona a Santiago: è un obiettivo che mi sono posto nonostante le mie 83 primavere.
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