Como | 15 Luglio 2026

Oltre 10 chili di cocaina nascosti nell’auto: arrestato in dogana un automobilista

La coca era occultata in un sofisticato doppiofondo ricavato nei sedili posteriori e cosparso di caffè per ingannare i cani antidroga. Fermato al confine con la Svizzera, al valico di Brogeda

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Nell’ambito delle quotidiane attività di contrasto ai traffici illeciti presso i valichi di competenza di UADM Lombardia 8, nei giorni scorsi il personale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli in servizio presso il Distaccamento locale di Ponte Chiasso e i militari del Gruppo della Guardia di finanza di Ponte Chiasso hanno fermato, presso il valico autostradale di Brogeda, un’autovettura con targa slovena in uscita dal territorio italiano condotta da un cittadino della medesima nazionalità.

Insospettiti dall’ingente quantità di lattine, merendine e altri rifiuti sparsi sulla moquette, nonché dalla presenza di un seggiolino installato sui sedili in assenza di bambini a bordo, si è ritenuto opportuno approfondire il controllo sulla persona, sui bagagli (pressoché assenti) e sull’automezzo.

Proprio su quest’ultimo si sono concentrati gli accertamenti di natura tecnica svolti dai militari con il supporto delle unità cinofile, i quali, unitamente al personale ADM hanno rinvenuto, all’interno di un capiente doppiofondo ricavato negli schienali dei sedili posteriori, un quantitativo di oltre 10,7 chilogrammi di cocaina, divisi in 10 panetti confezionati con molteplici strati di cellophane.

Al fine di eludere il fiuto delle unità cinofile, il sofisticato sistema di occultamento, realizzato con lamiere ad apertura meccanica, era stato cosparso di polvere di caffè. Per tale motivo, il trasgressore, arrestato in violazione dell’articolo 73 del T.U. sugli stupefacenti, è stato tradotto presso la Casa Circondariale di Como Bassone a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

Il procedimento penale è nella fase delle indagini preliminari e, in forza del principio di non colpevolezza, la responsabilità della persona sottoposta a indagine sarà accertata solo ove intervenga una sentenza irrevocabile di condanna.

L’attività in questione, frutto dell’ormai consolidata collaborazione fra l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e la Guardia di finanza, in attuazione del vigente Protocollo d’Intesa, si inquadra nel più ampio e costante dispositivo di prevenzione attuato presso i valichi di confine, a presidio della legalità e a contrasto del traffico di sostanze stupefacenti.

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