Con l’arrivo delle elevate temperature estive, Regione Lombardia ha attivato il Piano Caldo 2026, un insieme di misure straordinarie finalizzate a tutelare la salute della popolazione, con particolare attenzione agli anziani, alle persone fragili e ai lavoratori maggiormente esposti ai rischi legati alle ondate di calore.
L’iniziativa, coordinata dalla Direzione Generale Welfare, coinvolge in modo integrato Ats, Asst, medici di medicina generale, strutture territoriali e ospedali, con l’obiettivo di prevenire situazioni di emergenza e garantire interventi tempestivi nei casi più delicati.
Uno degli strumenti principali del piano è rappresentato dai cosiddetti “Piani Caldo” predisposti dalle Ats, che consentono di individuare preventivamente le persone più vulnerabili sulla base di età, condizioni di salute e rete familiare di supporto. Grazie a un sistema di classificazione in quattro livelli di rischio, i servizi sanitari possono monitorare e contattare direttamente i cittadini più esposti agli effetti delle alte temperature.
Per ridurre gli spostamenti durante le ore più calde, nei mesi di luglio e agosto verrà inoltre rafforzata l’assistenza domiciliare. I medici di famiglia potranno effettuare visite a domicilio ai pazienti fragili senza particolari procedure autorizzative, mentre infermieri e operatori sanitari incrementeranno controlli e contatti telefonici per monitorare le condizioni di salute delle persone già in carico ai servizi territoriali. Le Case di Comunità resteranno operative per garantire consulenze e assistenza ai cittadini.
Sul fronte ospedaliero è stato attivato il “Codice Calore“, una corsia preferenziale nei Pronto soccorso dedicata ai pazienti che manifestano sintomi riconducibili alle alte temperature, come disidratazione, svenimenti, colpi di calore e stati confusionali. Il sistema consente di identificare rapidamente questi casi e di garantire cure immediate, riducendo al minimo i tempi di attesa.
Particolare attenzione è stata riservata anche alla tutela dei lavoratori. Regione Lombardia ha infatti emanato un’ordinanza che introduce il divieto di svolgere attività lavorative all’aperto tra le 12:30 e le 16:00 nei settori agricolo, florovivaistico, edile e nelle cave, nei giorni in cui il sistema di monitoraggio Worklimate di Inail-Cnr segnala un rischio elevato per chi opera sotto il sole con attività fisica intensa.
Secondo quanto comunicato dall’assessore regionale al Welfare, Guido Bertolaso, le temperature elevate registrate negli ultimi giorni stanno già producendo effetti significativi sul sistema dell’emergenza sanitaria.
«Le temperature elevate degli ultimi giorni stanno determinando un aumento delle richieste di soccorso e degli accessi ai Pronto soccorso per patologie correlate al caldo, ma la situazione nei nostri ospedali è assolutamente sotto controllo grazie al lavoro coordinato della rete sanitaria lombarda», ha dichiarato l’assessore.
Nell’ultima settimana, infatti, gli interventi di emergenza gestiti da Areu sono aumentati del 10,3%, con un’incidenza particolare degli eventi cardiovascolari. Le province maggiormente interessate risultano essere Pavia, Lodi, Cremona e Mantova, mentre le aree montane e vallive stanno registrando un impatto più contenuto.
Regione Lombardia invita infine tutti i cittadini ad adottare alcune semplici ma fondamentali precauzioni: evitare l’esposizione al sole nelle ore centrali della giornata, bere frequentemente acqua, mantenere freschi gli ambienti domestici, prestare attenzione alle persone anziane che vivono sole e consultare il medico in caso di terapie farmacologiche particolarmente sensibili agli effetti del caldo.
Le attività di prevenzione, avviate già nei mesi primaverili, proseguiranno per tutta l’estate con un costante monitoraggio dell’evoluzione delle condizioni meteorologiche e dei relativi effetti sulla salute pubblica.
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