(di Roberto Bramani Araldi) La carrellata di tarda primavera attraverso le bocciofile varesine non poteva prescindere dal passaggio attraverso Taino, incantevole centro vicino ad Angera, nella parte meridionale del Lago Maggiore, definito anche come terrazza naturale sul lago, che ha ospitato, sui suoi due campi coperti da una tensostruttura, la fase finale di una gara con una buona partecipazione della categoria A, rappresentata da tre eliminatorie.
Pioggia battente a metà manifestazione a convalidare la robustezza dell’impianto e suddivisione delle fasi finali con Vergiate, dato il numero elevato di partecipanti – 18 batterie –, quindi per arrivare alla conclusione occorreva attendere i vincitori che dovevano provenire dall’altra sede delle selezioni.
E arrivava presto lui, il Roberto Turuani che aveva tranquillamente superato gli ostacoli che gli erano stati opposti e si presentava ormai certo di essere fra i quattro semifinalisti.
Intanto in loco gli esponenti del Basso Verbano disponevano con una certa noncuranza degli avversari di turno: Piantanida annientava con un inesorabile 12-0 uno sparuto Ruspini Roberto della Ternatese, poi si staccava, seppur di poco, dall’incrollabile perfezione precedente, nella battaglia con il carnaghese De Angelis, capace di eseguire una serie impressionante di bocciate di rara precisione, ottenendo comunque il passaggio alle semifinali.
Terzaghi Ivan svolgeva con cura il medesimo compito con l’altro Ruspini Walter e con Dal Barba della Lilla, in due incontri senza storia per il netto divario che gli si spalancava dinanzi, giocata dopo giocata. Entrava, altrettanto trionfante, nella semifinale fratricida che avrebbe dovuto selezionare il prescelto a misurarsi per il successo finale.
Il Turuani, assiso nella minuscola tribunetta a lato delle corsie, assisteva impassibile in attesa di quella che, secondo gli esperti locali, avrebbe dovuto essere la vittima predestinata, che tardava, tardava a comparire dalla porta che rimaneva ostinatamente accostata – non si sapeva che Vincenzo Gravinese stava lottando ferocemente con il Roberto Tognetti della Bederese il quale non voleva assolutamente inchinarsi all’avversario, salvo poi cedere all’ultimo respiro per 12-11 –: l’onore d’incrociare i ferri con il predestinato di Possaccio sarebbe spettato al monvallese.
Ma intanto sui due campi si stagliava vivida la figura di uno degli arbitri, il Gaetano Pola che esibiva un favoloso berretto viola munito di regolare visiera, con inciso, a caratteri d’oro, lo stemma e la dizione “bersaglieri”. E mi raccontava, colmo del fascino del ricordo: “Sono stato bersagliere, è un corpo fantastico, bisogna essere anche atleti, mi piaceva correre, facevo dei buoni tempi sui tremila siepi e sui cinquemila, portavo il piumetto che doveva essere con le piume del gallo cedrone, e c’era pure il fez rosso con la nappa blu. Sono orgoglioso di averne fatto parte e indosso questo cappellino con immenso piacere perché tutti lo apprezzino!”.
Non sa il Gaetano che ha il potere di risvegliare antiche memorie, non sa che il mio Bruno era bersagliere alla caserma Mainoni di via Mario Pagano 22 a Milano, nel terzo battaglione ciclisti, e ha sempre conservato con profonda fierezza il piumetto e il fez: era del 2011 e amava correre con gli scarponi ad accompagnare il movimento cadenzato della Marcia dei Bersaglieri, il Flik Flok, dove i fanti “vanno rapidi e leggeri quando sfilano in drappello/quando il vento sul cappello fa le piume svolazzar.”
La tensostruttura si era così dissolta, poi Gaetano si chinava a misurare le distanze fra bocce e pallino e comparivano per incanto gli attori della rappresentazione sportiva.
Nella sfida fra Basso Verbanesi prevaleva Piantanida che si offriva al sacrificio dello spietato Turuani, che dopo aver lasciato a due punti Gravinese, applicava il medesimo trattamento al malcapitato finalista: era stato codificato che il campione dell’accosto non avrebbe lasciato spazio al sentimentalismo. Vinceva meritatamente.
Intanto Gaetano si assesta il berretto, pensa forse a La Marmora che durante la guerra di Crimea del 1855 adottò il fez per le sue truppe avendo ottenuta una certa assegnazione dagli alleati turchi? Oppure al piumetto, addirittura anteriore? Chissà, e tu Bruno lo sapevi?
PILLOLE DI BOCCE
03 giugno – Coppa Varese, Secondo girone, ottava giornata:
Ternatese (2) – Basso Verbano 12-24
Crevese – Cuviese 24-14
Monvallese – Renese 12-24
Classifica – Renese, Basso Verbano 15 – Monvallese 12 – Cuviese, Ternatese (2), Crevese 9 – Bederese (2)* 3.
*una partita in meno
25 maggio – Coppa Varese, Primo girone, quinta giornata:
Ternatese (1) – Bederese (1) 24-12
Carnago – Malnatese 16-24
Bottinelli/Vergiatese – Casciago 11-24
Classifica –Casciago 15–Carnago, Malnatese 9- Bottinelli/Vergiatese,Ternatese (1) 6 – Bederese (1) 0.
05 giugno – Basso Verbano –finale regionale individuale serale ABCD.
Turuani Roberto – Possaccio (VCO)
Piantanida Edo – Basso Verbano (VA)
Gravinese Vicenzo – Monvallese (VA)
Terzaghi Ivan – Basso Verbano (VA)
Direttore di gara – Cosimo Nacci
08 giugno – ore 20,30 Coppa Varese.
09 giugno – Monte Nudo – prosegue serale regionale coppia BCD
09 giugno – Carnago – prosegue serale regionale terna categoria imposta
12 giugno – Crevese – finale regionale individuale ABCD
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