Ancora truffe ai danni di anziani, con le cosiddette “chiamate shock”, perpetrate in Ticino. Reati che hanno portato all’arresto di un 46enne polacco residente in Polonia, avvenuto lo scorso 15 aprile.
L’articolato lavoro investigativo subito avviato dalla Polizia cantonale – con il supporto tecnico della Polizia Malcantone Ovest e della Polizia Città di Lugano – ha permesso di individuare e quindi intercettare il 46enne sull’autostrada A2 (direzione Sud), nel territorio di Taverne.
La perquisizione dell’auto su cui l’uomo si muoveva ha portato al ritrovamento di diversi oggetti di valore e banconote che si è stabilito provenire da una truffa appena commessa. Al dispositivo hanno preso parte anche gli agenti dell’Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini (UDSC).
Il modus operandi della truffa ricalca quello evidenziato a più riprese in passato nelle sue numerose varianti. In questo caso gli autori, spacciandosi per agenti di polizia, hanno fatto credere alla vittima che un congiunto avesse provocato un grave incidente della circolazione stradale chiedendo una cauzione per evitare la detenzione. Facendo leva sullo scarso tempo a disposizione (poche ore vista la paventata serietà della situazione), hanno messo pressione per farsi consegnare il denaro a disposizione e gli averi custoditi in casa (alcune migliaia di franchi e diversi oggetti preziosi).
Le indagini dovranno ora chiarire un eventuale coinvolgimento del 46enne in altri raggiri tentati o messi a segno recentemente sul territorio cantonale. L’ipotesi di reato nei suoi confronti è di ripetuta truffa. L’inchiesta è coordinata dal Procuratore pubblico Zaccaria Akbas.
La Polizia cantonale segnala infine che nelle ultime settimane è stata registrata un’importante recrudescenza di questo genere di truffe e suggerisce di informarsi e di scoprire come prevenire attraverso i consigli disponibili alla pagina web https://www4.ti.ch/di/pol-new/prevenzione/truffe/truffe-telefoniche.
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