Il “Premio al traduttore” del concorso letterario internazionale “Ceresio in Giallo”, è stato assegnato a Carmen Giorgetti Cima, classe 1954 di Varese, pioniera nello studio della lingua e della cultura svedese. Il riconoscimento, introdotto per la prima volta in questa edizione, intende valorizzare il lavoro dei traduttori e delle traduttrici di narrativa gialla, riconoscendone il contributo essenziale alla diffusione internazionale della letteratura gialla e noir.
La cerimonia di premiazione, durante la quale la traduttrice varesina ritirerà il suo premio, si svolgerà domenica 24 maggio, nella suggestiva cornice delle Ville Ponti, in occasione della premiazione di tutti i vincitori del concorso letterario internazionale nato da un’idea di Carla De Albertis e Jenny Santi e realizzato con il patrocinio e il sostegno di numerose istituzioni ed enti, tra cui Regione Lombardia, il Consolato Generale d’Italia a Lugano, la Comunità di Lavoro Regio Insubrica, il Comune di Varese, la Città di Lugano, la Provincia di Varese, la Fondazione Comunitaria del Varesotto, la Camera di Commercio di Varese oltre che a partner privati.
Laureata in Lingue e Letterature scandinave all’Università degli studi di Milano, Carmen Giorgetti, fin da giovane ha viaggiato in Nord Europa con spirito d’esplorazione, approfondendo in particolare la conoscenza della Svezia e della lingua locale, fino a diventare una delle più importanti traduttrici in lingua italiana dello svedese. Nel corso della sua carriera ha vinto numerosi premi, tra cui il prestigioso riconoscimento dell’Accademia Svedese, destinato ai traduttori stranieri.
Nel corso del suo percorso lavorativo ha tradotto 150 libri, tra i quali molti romanzi gialli di successo internazionale, di 51 autori svedesi. Tra questi spicca la celebre trilogia Millennium di Stieg Larsson, che ha segnato un punto di svolta nella diffusione globale del noir scandinavo.
«Un giorno, quasi per caso, sono entrata nell’aula dove si teneva una lezione di Lingue e Letterature Scandinave, avevo trovato il mio posto», racconta la traduttrice. «Già alla fine del primo anno sono partita, zaino in spalla e Interrail in tasca, alla volta della Svezia, per partecipare a un corso estivo per studenti stranieri. Al romanzo “di genere”, ossia ai gialli e polizieschi sono arrivata relativamente tardi, alla fine degli anni Novanta, quando ho conosciuto e cominciato a tradurre Håkan Nesser; poi è arrivato Stieg Larsson che con la sua Trilogia “Millennium” ha portato, nel bene e nel male, a un vero “boom” del romanzo “di genere”».
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