(a cura del circolo ACLI di Castelveccana) Un’effervescenza spontanea ha animato giovedì sera, 5 marzo, l’inaugurazione dell’atelier-laboratorio “Fili, parole e…” organizzato dalla sezione ACLI di Castelveccana.
Pagato il tributo al rito di ogni debutto pubblico con il tradizionale taglio del nastro da parte di don Luca Ciotti, padrone di casa al salone parrocchiale di Nasca, e dopo il saluto del presidente ACLI di Castelveccana Mauro Fiorini, la parola è passata a chi ha prima ideato, e ora “lavora sul campo”, questa originale iniziativa il cui diktat può riassumersi nelle parole: creatività e riciclo, declinati in una varietà di attività manuali che vanno dal cucito nelle sue diverse tecniche, alla ceramica, alla ritrattistica, fino al recupero di oggetti e abiti, rivisitati e restituiti a nuova vita.
Un esempio banale, ma emblematico: il nastro dell’inaugurazione è stato ricavato dall’orlo di un abito da sposa che andava accorciato. Bianco e di seta, come da tradizione.
Le organizzatrici ne hanno parlato accanto al logo scelto per l’atelier- laboratorio, ricostruito con una vecchia macchina per cucire, attorniata da rocchetti e fili, sulla cui testa si posavano alcuni minuscoli uccelli di stoffa colorata.
Un allestimento letto come traduzione visiva dell’anima dell’atelier: la Singer, simbolo della tradizione artigianale e casalinga dell’operosità femminili; gli Uccellini, che rimandano alla libertà creativa, non disgiunta dalla grazia e dalla leggerezza, che non sono vacuità dello spirito, ma approccio garbato con il prossimo; Fili, reali, indispensabili per cucire, ma anche, metaforicamente, legami con il mondo; Parole, che sono comunicazione e apertura.
E a proposito di parole, è stata preannunciata la presentazione di un libro – Angela Iantosca, Donne, resistenza, libertà (Edizioni Paoline 2025) – scelto coniugando l’attenzione alla difficile realtà della condizione femminile in Afghanistan con il ricordo delle Madri Costituenti che parteciparono alla scrittura della nostra Costituzione. Tra queste, ventuno in tutto come ventuno sono le testimonianze delle profughe afgane raccolte nel libro, è stata ricordata Maria Agamben Federici, che alla Costituente fu inviata come delegata ACLI.
Nel finale, poteva mancare un buffet e un brindisi, che ha “scaldato” le chiacchiere dei tanti presenti? Certamente no.
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