Varese | 13 Febbraio 2026

«L’educazione è una cosa collettiva», a Varese le istituzioni siglano i “Patti digitali di Comunità”

Durante la Conferenza provinciale permanente è stato sottoscritto il protocollo d’intesa volto a costruire accordi tra famiglie, scuole e istituzioni sull’uso del digitale da parte dei ragazzi

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Mercoledì 11 febbraio, nella Sala Consiliare della Provincia di Varese, si è tenuta una riunione della Conferenza provinciale permanente su diversi temi all’ordine del giorno.

Alla riunione hanno partecipato i vertici o rappresentanti della Provincia, dell’Ufficio Scolastico Territoriale, della Camera di Commercio, delle Forze dell’Ordine, delle due Università della provincia (Università degli Studi dell’Insubria e LIUC), della Magistratura, dell’Ufficio Servizio Sociale per i Minorenni di Milano, della Direzione “Famiglia, Solidarietà Sociale, Disabilità e Pari Opportunità” della Regione Lombardia, delle Case Circondariali di Varese e di  Busto Arsizio, dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro, dell’INAIL, delle ATS dell’Insubria, delle ASST Territoriali Sette Laghi e Valle Olona, delle Assemblee dei Sindaci dei dodici Ambiti Territoriali Sociali della provincia, di associazioni come Confindustria, Confesercenti, della Consulta provinciale degli studenti e della rete provinciale dei sindaci e dei consigli comunali dei ragazzi. Ha altresì partecipato il Vicario per la zona di Varese dell’Arcivescovo di Milano.

Il punto principale della riunione è stato quello relativo alla firma del Protocollo d’intesa denominato “Patti digitali di Comunità”.

Il documento, basato sull’idea che la responsabilità educativa non ricada solamente sui genitori ma sia sostenuta da un quadro di comunità, mira a costruire accordi tra famiglie, scuole e istituzioni sulle modalità di uso degli smartphone e delle chat e fornisce delle linee guida ai ragazzi sull’uso degli smartphone e delle innovazioni digitali, compresa l’intelligenza artificiale, e sulle regole relative all’accesso ai social media.

«L’educazione non è una cosa privata, ma collettiva», ha osservato il Prefetto Salvatore Pasquariello, che ha anche citato i preoccupanti dati delle società scientifiche pediatriche sulle conseguenze sulla salute mentale derivanti dall’uso precoce e non controllato dei dispositivi digitali.

«Questi Patti – ha aggiunto – non sono liste di divieti, ma strumenti di coordinamento educativo. Meccanismi che aiutano i ragazzi a fare insieme ciò che già vorrebbero fare, ma che da soli non riescono a fare: prendere le distanze da un ambiente digitale vissuto come tossico, senza temere l’esclusione. Se, per esempio, i genitori dovessero decidere – contemporaneamente e d’accordo – di non consentire ai propri figli adolescenti di portare con sé il cellulare in camera dopo cena, questi saranno tutti contemporaneamente svegli l’indomani a scuola, oltre a non aver corso il rischio di imbattersi in “predatori” vari nelle ore in cui sono più facili e ricorrenti gli adescamenti».

A segnalare la rilevanza di simili iniziative è stata anche la dottoressa Sabrina Di Taranto, in rappresentanza della Procura della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni di Milano, che ha parlato di “urgenza educativa”: la deriva patologica legata all’uso distorto del digitale sta aumentando e coinvolge anche i minori non imputabili, quali gli studenti delle scuole primarie e delle scuole secondarie di primo grado.

Il verbo “accompagnare” ha fatto da comune denominatore ai vari interventi. Non sostituirsi al minore, ma stargli accanto per aiutarlo ad avere gli strumenti con cui distinguere il bene dal male.

Dai vari interventi è anche emerso che a novembre verranno convocati gli Stati Generali della Scuola sull’uso del digitale.

Hanno quindi firmato il Protocollo d’intesa sui “Patti digitali di Comunità” il Prefetto, il Presidente della Provincia, i sindaci di Malnate, di Venegono Inferiore e di Venegono Superiore, il Dirigente dell’Ufficio Scolastico Territoriale, la Rettrice dell’Università degli Studi dell’Insubria, la Rettrice dell’Università Carlo Cattaneo – LIUC e il Presidente della Camera di Commercio di Varese. Il Protocollo è aperto all’adesione di altri enti e uffici.

Successivamente il Questore e il Comandante provinciale dei Vigili del Fuoco, il Direttore socio sanitario dell’ATS dell’Insubria, la Presidente dell’Associazione “3elle” e il Vicepresidente dell’Associazione “Ragazzi on the Road” nonché la Direttrice dell’Enaip sono intervenuti per presentare le iniziative in corso di realizzazione o programmate con riferimento agli altri punti all’ordine del giorno, tra cui il progetto “Ciak on the road”, iniziative connesse alla tragedia di Capodanno di Crans-Montana e altre legate al contrasto e alla prevenzione del disagio giovanile.

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