“Prove di presenza” è il titolo della presentazione libro ed edizione dedicata a Matteo Pizzolante, in programma venerdì 7 febbraio alle ore 18 presso la Fondazione Marcello Morandini, in via Francesco del Cairo 41 a Varese.
L’incontro è a cura di Riccardo Blumer, Direttore dell’Accademia di Architettura di Mendrisio. Con la presentazione della monografia d’artista Prove di presenza, l’appuntamento alla Fondazione Morandini si configura come un momento di riflessione e dialogo attorno al libro come spazio progettuale e narrativo.
Prove di presenza riunisce la documentazione di quattro progetti espositivi di Matteo Pizzolante ed è, al tempo stesso, molto più di un catalogo tradizionale. Il libro funziona come un’architettura narrativa, in cui immagini, testi e luoghi entrano in una relazione volutamente instabile tra loro. Ogni progetto espositivo si confronta con luoghi in cui sembra non esserci più nulla da vedere, o solo con ciò che sopravvive come traccia, impronta o slittamento temporale. La presenza non si manifesta come prova del visibile, ma come costruzione fragile fatta di memoria, selezione e racconto.
La pratica artistica di Matteo Pizzolante si muove costantemente tra elementi autobiografici, materiali documentari e inserzioni finzionali. I progetti raccolti nel libro – La linea che ci divide dal domani, Silent Sun, Sapeva le forme delle nubi e Ritratto e ritiro – sono ciascuno strettamente legati a luoghi specifici e, allo stesso tempo, emancipati da essi. Gli spazi diventano casse di risonanza del tempo. Un caffè, un hotel, uno studio o un indirizzo non funzionano come semplici sfondi, ma come attori attivi che strutturano la memoria e ne spostano i significati.
Centrale è la questione della narrazione come sistema di ordine. Il libro presenta quattro testi letterari di diversa provenienza, una narrazione propria, frammenti letterari, lettere ed estratti autobiografici, ognuno collegato a uno dei quattro progetti. Tra questi, un testo di Doris Lessing viene inserito nel contesto artistico e sottratto alla sua originaria collocazione biografica. Ne derivano forme narrative ibride, in cui fatto e finzione, memoria individuale e storia collettiva si sovrappongono. La biografia non appare come una verità stabile, ma come una costruzione fragile, problematica sia dal punto di vista etico che metodologico.
In dialogo con le riflessioni di Paul Ricoeur, Prove di presenza può essere letto come un progetto che non si limita a raccontare il tempo, ma lo configura attivamente attraverso l’intreccio di immagine, testo e spazio. In questo contesto, la presentazione del libro diventa occasione per un dialogo che mette in relazione la ricerca di Matteo Pizzolante con la progettazione architettonica e con pratiche interdisciplinari. In conversazione con Riccardo Blumer, Prove di presenza viene affrontato come un dispositivo progettuale e narrativo, in cui la costruzione dello spazio, l’organizzazione del tempo e la struttura del racconto condividono logiche comuni.
Matteo Pizzolante, nato nel 1989 a Tricase in provincia di Lecce, vive e lavora tra Milano e Monaco di Baviera. Dopo una formazione in ingegneria edile, ha completato i suoi studi artistici in scultura presso l’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano. Successivamente ha svolto un periodo di studio presso la Hochschule für Bildende Künste di Dresda.
Nella sua ricerca artistica Matteo Pizzolante combina scultura, installazione, fotografia, video e processi digitali, sviluppando narrazioni spaziali che indagano il tempo, la memoria e la costruzione della verità. I suoi progetti ruotano spesso attorno a luoghi reali, frammenti biografici e costellazioni storiche, riorganizzati in un equilibrio instabile tra documentazione e finzione. Lo spazio è inteso come portatore di temporalità, di cui vengono rese visibili tracce, assenze e slittamenti.
Matteo Pizzolante ha presentato il suo lavoro in mostre personali e collettive, tra gli altri, presso FuturDome e la galleria Vistamare Studio a Milano, Kora Centro del Contemporaneo a Castrignano de’ Greci e RISS(E) a Varese. Il suo lavoro è stato più volte premiato e sostenuto da borse di studio e programmi di residenza, tra cui finanziamenti internazionali e soggiorni di ricerca in Germania e Austria.
Numero di posti limitati. Prenotazione a info@fondazionemarcellomorandini.com.
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