Chiarezza sui ristorni: è il messaggio che arriva dal consiglio comunale di Luino dopo il lungo confronto tra forze politiche per confermare lo stanziamento ai Comuni di frontiera dei soldi derivanti da una parte delle tasse versate in Svizzera dai frontalieri italiani. Stanziamento messo in discussione prima dell’approvazione della legge di bilancio, lo scorso dicembre.
L’assemblea di Palazzo Serbelloni ha approvato due mozioni firmata dal consiglieri Furio Artoni, una finalizzata a evitare fraintendimenti riguardo all’ordine del giorno presentato alla Camera, a fine 2025, dal deputato Andrea Pellicini – che è anche consigliere comunale a Luino – per salvaguardare i ristorni, e l’altra per provare a non applicare ai lavoratori frontalieri la tassa sulla salute.
“[…] con riguardo all’ultima annualità, avendo la Svizzera versato all’Italia, a titolo di ristorni delle tasse versate ai Cantoni dai lavoratori frontalieri, una somma maggiore, circa 128 milioni di euro, rispetto a quella assicurata di 89 milioni di euro, si chiede che il Governo, nello spirito dell’accordo internazionale (l’accordo fiscale Italia – Svizzera, ndr), voglia comunque destinare le maggiori somme ai territori di frontiera, anche attraverso le Regioni di competenza“. Questo il primo passaggio dell’ordine del giorno presentato da Pellicini su cui Artoni è intervenuto in consiglio comunale: «L’espressione “territori” è generica – ha affermato Artoni – L’accordo bilaterale parla di “Comuni”. Con riferimento ai “territori” c’è il rischio di destinare le risorse anche a Comuni che non hanno frontalieri».
Il consigliere di minoranza si è poi espresso sul riferimento alle Regioni per sottolineare che coinvolgendo altri enti nell’assegnazione delle compensazioni finanziarie si dà loro il potere di stabilire quali sono i Comuni destinatari dei ristorni, con il rischio che vengano esclusi Comuni che hanno diritto ai soldi, fondamentali nei bilanci di tante amministrazioni comunali dell’alto Varesotto. «Nell’accordo bilaterale – ha aggiunto il consigliere – non si parla di Regioni ma di un passaggio diretto tra Svizzera e Comuni».
Per Artoni va portato all’attenzione del governo un messaggio inequivocabile, che è poi il punto centrale della sua mozione: «I Comuni di frontiera sono i destinatari esclusivi dei ristorni». La maggioranza, insieme all’opposizione, ha votato entrambe le mozioni, a dimostrazione di quanto il tema sia trasversale, con l’unico obiettivo di salvaguardare e tutelare gli interessi dei frontalieri.
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