(a cura di Renzo Fazio, per “Germignaga, ricordi dal passato”) In questo periodo dell’anno le farmacie sono prese d’assalto a causa dell’abituale incremento delle malattie tipiche della stagione: influenza, bronchite, mal di gola e otite sono solo alcune delle più comuni e colpiscono inevitabilmente ampie fasce di popolazione. All’interno, interi scaffali sono colmi di confezioni di antibiotici, sciroppi, supposte, unguenti e lenitivi di vario tipo, ricostituenti, integratori e chi più ne ha più ne metta.
Ben diversa doveva essere la situazione nella prima metà del secolo scorso, non tanto per quanto riguardava i malanni, quanto piuttosto per l’assortimento di medicamenti a disposizione. Fra questi, risultano oggi particolarmente curiose alcune confezioni: decisamente meno appariscenti di quelle attuali, ma non per questo prive di fascino. Ogni tanto mi capita di trovarne qualcuna, dimenticata per chissà quale motivo sul fondo di un cassetto, e non posso fare a meno di ripulirla e sistemarla, per conservarla a futura memoria.
Nel collage fotografico odierno ne ho inserite più di una: in alto a sinistra un piccolo contenitore in cartone della Farmacia Ratti di Germignaga, gestita dal dottor Ignazio fra gli anni Venti e Cinquanta, prima del passaggio alla famiglia Contini. Appena sotto, un piccolissimo pieghevole – meno di due centimetri di altezza – relativo a una crema ormonica destinata alla cura della pelle (…ma dovevi avere un’ottima vista per riuscire a leggerlo!). Subito accanto, un altro piccolo contenitore, questa volta in materiale plastico con artistico tappo a vite, contenente un misterioso unguento ancora parzialmente presente al suo interno, prodotto dalla Lepetit di Milano.
Il più interessante è però certamente l’astuccio in cartoncino della Farmacia Paolo Clerici di Luino, dotato di una tasca interna in cui erano contenute le ostie utilizzate per avvolgere le preparazioni in polvere allestite dal farmacista. Esse facilitavano la deglutizione nei soggetti più anziani o debilitati, oppure servivano ad assorbire le gocce dei medicamenti liquidi. Dosaggi e modalità di somministrazione venivano indicati a mano nella parte interna destra del cartoncino: un “bugiardino” decisamente essenziale, ridotto allo stretto necessario.
Avrei potuto aggiungere al collage fotografico – ma lo spazio è insufficiente – una piccola scatolina metallica utilizzata per confezionare i “bonbon” di RIM, il “Regolatore Intestinale Murri”, ovvero il purgante per eccellenza che un tempo veniva somministrato ai più piccini, facile da ingerire grazie al gradevole gusto di frutta. Oppure un’altra scatolina rotonda in cartone, contenente dell’ovatta impregnata di un farmaco presumibilmente destinato alla cura delle orecchie.
Oggi tutto è decisamente cambiato: le confezioni sono quasi sempre di dimensioni generose, anche se al loro interno il farmaco si presenta spesso sotto forma di pasticche microscopiche. La pubblicità martellante ricorda, in ogni periodo dell’anno, il medicamento ritenuto più opportuno da tenere a portata di mano e finisce per influenzare le scelte dei consumatori, soprattutto per i farmaci in libera vendita. Non a caso, ormai li troviamo anche nei supermercati. D’altronde, nel carrello c’è molto spazio a disposizione, o no?
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