Svizzera | 17 Gennaio 2026

Svizzera: «Riabilitare chi ha combattuto nella Resistenza in Italia e in Francia»

Il Consiglio federale è favorevole all'iniziativa del Parlamento. Il punto: annullare le sentenze per violazione del Codice militare e riconoscere «l'impegno a favore della libertà e della democrazia»

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Riabilitare i volontari svizzeri che durante la Seconda guerra mondiale hanno combattuto nella Resistenza francese e in quella italiana. Il Consiglio federale si dice favorevole al progetto di legge su cui è al lavoro il Parlamento, e spiega in una nota la sua posizione.

Il punto su cui si concentra la proposta parlamentare è la violazione del Codice penale militare commessa da chi ha combattuto per un servizio militare straniero durante la Resistenza, venendo poi condannato per quella scelta. Il progetto di legge sulla riabilitazione propone l’annullamento di quelle sentenze.

Sentenze di cui il Consiglio federale riconosce la legittimità, sottolineando però che «non corrispondono più all’attuale senso di giustizia. Alla luce dell’odierna comprensione storica, la lotta condotta all’epoca per la democrazia merita di essere riconosciuta. Il progetto di legge sulla riabilitazione onora l’impegno a favore della libertà e della democrazia».

La riabilitazione per legge, aggiunge il Consiglio federale analizzando il lavoro parlamentare, è «conforme al principio di proporzionalità, poiché attuabile in tempi brevi e poco onerosa. Alla stregua di quanto prevede la legge federale sulla riabilitazione dei volontari della guerra civile spagnola, non sarà possibile chiedere riabilitazioni individuali mediante domande, né saranno versate indennità finanziarie».

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