È varesina, nata e cresciuta a Luino, e da oltre undici anni accompagna persone e famiglie nei momenti simbolici più importanti della vita. Ludovina Matteazzi è la celebrante laica scelta per officiare i matrimoni della prima edizione italiana di “L’amore è cieco: Italia”, il format Netflix che ha portato anche nel nostro Paese uno degli esperimenti sociali più discussi degli ultimi anni.
Prodotto da Banijay Italia e condotto da Benedetta Parodi e Fabio Caressa, il programma ha coinvolto 14 donne e 14 uomini chiamati a innamorarsi senza vedersi. Dopo una prima fase di conoscenza “al buio”, le coppie selezionate si incontrano, convivono e, nella nona puntata, arrivano al matrimonio. È proprio in questo passaggio che entra in scena Ludovina Matteazzi, chiamata a celebrare le unioni davanti alle telecamere.
La scelta non è casuale. Matteazzi è una celebrante laica certificata, con all’attivo centinaia di cerimonie civili: non solo matrimoni, ma anche benvenuti per i nuovi nati, adozioni e funerali. «Celebro la vita dal primo giorno all’ultimo», ama ripetere. Dal 2014 è fondatrice di Cerimonie Laiche, realtà oggi con sede a Lainate, attiva in Italia e Svizzera e punto di riferimento per chi cerca rituali personalizzati fuori dai contesti religiosi tradizionali.
Il suo percorso professionale nasce dall’incontro tra estetica, organizzazione e spiritualità. Dopo gli studi come stilista e anni di lavoro nel mondo creativo ed eventistico, Matteazzi ha sviluppato una visione della ritualità civile come spazio autentico di senso e condivisione. Dal 2008 fa parte dell’associazione A.I.i. Love in Action, con cui organizza celebrazioni e pratica meditazione, ricoprendo dal 2019 il ruolo di vicepresidente.
L’esperienza su Netflix segna per lei un nuovo passaggio di visibilità, dopo una precedente partecipazione a un format su Real Time. Ma soprattutto porta all’attenzione del grande pubblico una figura professionale sempre più richiesta, in un contesto sociale in cui cambiano le forme di relazione, di famiglia e il bisogno di ritualità condivisa. Temi che emergono con forza anche a livello locale, tra scelte personali e trasformazioni culturali.
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