(di Roberto Bramani Araldi) Ancora Casa Paolo, centro culturale di Brezzo di Bedero, nella serata di mercoledì 22, diventa il centro di attenzione per uno stimolante approfondimento sulle patologie della mente della terza età, patrocinato dalla Fondazione Monsignor Comi e dal Rotary Club Luino Alto Verbano. Terzo incontro, dopo i due precedenti tenuti a Luino a Palazzo Verbania e a Germignaga presso il Centro Elioterapico.
Protagonisti del momento esplicativo i dottori Sandro Noto e Gabriele Camboni, dinanzi a una platea molto numerosa ed eterogenea, con una cospicua presenza di giovani.
Prima dell’inizio Camboni esibisce una provocatoria fiaschetta della sua passione calcistica, esecrabile per molti appassionati di altre sponde, sublimabile per chi ne condivide la scelta: un tocco simpatico per la prima analisi su argomenti molto seri che, con il crescere dell’età anagrafica, vanno a coinvolgere le famiglie del nostro Paese.
Noto si sofferma sulle patologie respiratorie che sovente accompagnano la fase d’invecchiamento, segnatamente sulle degenerazioni polmonari – polmoniti –, estremamente pericolose per la sopravvivenza, e sui metodi di prevenzione, anche psicologica, irrinunciabili per l’equilibrio degli ospiti delle strutture sanitarie.
Uno sguardo particolare sull’esame spirometrico che, non essendo invasivo e di per sé abbastanza semplice da realizzare, costituisce un elemento di riferimento e di preavviso per l’eventuale insorgenza di problemi respiratori.
Dopo un breve ringraziamento del sindaco di Brezzo di Bedero Daniele Boldrini e del direttore Generale di Mons. Comi dottor Fausto Turci che, precisando l’iniziativa delle porte aperte per spalancare la conoscenza sulla cultura che regge la Fondazione, esorta a “venirci a trovare”, il pallino – senza coinvolgimenti sportivi, questa volta – è trasferito nelle mani di Camboni.
Si avventura in un’avvincente escussione delle cause che portano alcuni anziani a contrarre patologie come Alzheimer e Demenza Senile, soprattutto la componente femminile, anche perché le donne generalmente vivono più a lungo, per le quali non esiste una cura farmacologica determinante, ma solo interventi atti a ridurre alcuni effetti degenerativi inevitabili, legati alle zone corticali cerebrali, quali la graduale perdita della memoria, la capacità di riconoscimento, la coordinazione motoria, mentre le strutture delle capacità involontarie, come il controllo cardiaco o respiratorio sono colpite molto più lentamente.
Una succinta analogia fra il sistema di coordinazione stradale e la morte cellulare per significare che allorché s’interrompe la connessione fra una viabilità collaudata atta a collegare in modo naturale i percorsi, analogamente le scomparse di neuroni vanno a inficiare stili di vita che erano parte integrante dell’elemento umano fino a quel momento.
Negli Stati Uniti il 10% dei settantacinquenni soffre di queste patologie, in crescita con il progredire dell’età. Perciò nessuna speranza per chi inizia a manifestare sintomi che preludono alla demenza senile? In pratica no, si può mitigare con l’aiuto psicologico, utilizzando farmaci attenuativi, quali le colinesterasi che sono enzimi che idrolizzano l’acetilcolina fondamentale nel sistema nervoso, oppure i monoclonali.
Nelle RSA lombarde, nelle zone di Bergamo, Como – 11 – e Varese – 10 fra RSA e Case Albergo – sotto l’egida dell’Università dell’Insubria, tramite l’ATS – Agenzia di Tutela della Salute -, con un protocollo siglato da Regione Lombardia e Federazione Italiana Bocce, è stata recentemente collaudata l’introduzione del gioco delle bocce – con accorgimenti particolari – al fine di favorire un cosiddetto “invecchiamento attivo”: il tutto può essere orientato a contrastare un aspetto che ormai fa parte integrante di una realtà che non può essere ignorata.
Uno dei fattori di rischio citati da Camboni è sicuramente il diabete e sarà proprio questa malattia il centro del prossimo incontro che si svolgerà il quattro novembre a Maccagno, investendo anche gli aspetti relazionali fra gli anziani.
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