(di Rita Bernasconi) La celebrazione della Madonna del Rosario nasce da un evento storico. Domenica 7 ottobre 1571, nel contesto della guerra di Cipro, si scontrarono a Lepanto la flotta musulmana dell’impero ottomano e quella cristiana della Lega Santa.
In tutto il mondo, le confraternite del Rosario intanto pregavano con fiducia, nella certezza della protezione celeste durante la battaglia. Dopo quattro ore di scontri durissimi, l’armata cristiana ebbe la meglio sui Turchi e così venne fermata l’avanzata dell’impero ottomano.
La comunità parrocchiale di Rancio Valcuvia è molto devota alla Madonna del Rosario, che è la compatrona. La sua protezione è sempre stata preziosa e la tradizione narra che la statua della Vergine si trova nella nostra parrocchia per volere divino. È solo una leggenda, ma ci fa capire che questa festa è scritta nella nostra storia e, come ogni anno, l’abbiamo vissuta nella preghiera, nella gioia, nello spirito di collaborazione e nel fare comunità nel senso letterale del termine.
Il programma ha previsto un triduo di preparazione in Chiesa alle ore 20.30. Mercoledì la S. Messa nella memoria di San Felice, primo vescovo di Como. Giovedì il S. Rosario, meditando i misteri della luce, per la pace in Terra Santa e in tutto il mondo, in unione con il Papa e tutta la Chiesa.
I misteri del Rosario sono episodi della vita di Gesù che ci indicano la strada da percorrere e Maria ci aiuta a non perdere la bussola nel cammino della vita. Venerdì l’adorazione eucaristica, con spunti di meditazione che ci hanno invitato a ritrovare il gusto di nutrirci della Parola di Dio (Benedetto XVI) e a essere pane spezzato per i fratelli.
Per terminare la settimana in un clima di gioia e condivisione, il sabato sera è stata organizzata una cena presso il Centro Sportivo: una serata in compagnia che ha creato uno spirito di comunità.
I volontari, nella giornata di sabato, hanno lavorato per addobbare la Chiesa, la piazza e le vie del paese nell’attesa della giornata di festa dedicata a Maria.
Domenica mattina il suono delle campane ci ha invitato alla Messa solenne delle 11:00, rallegrata dai canti della corale e dalla presenza dei Confratelli del S.S.Sacramento. Don Valerio, il nostro parroco, commentando le letture domenicali, ha posto l’accento sulla gratitudine in senso evangelico, che deve sempre permeare la nostra vita.
La festa ha assunto un sapore di convivialità con la vendita delle torte di don Siro, che è diventato un pasticcere sempre più abile. Gli alpini hanno offerto un aperitivo dopo la Messa e anche questa è stata un’occasione per stare insieme.
Nel pomeriggio, alle 15, la processione per le vie del paese con la statua della Madonna che è passata per portarci la sua protezione. Abbiamo camminato con lei recitando il Rosario e ascoltando le melodie della Banda Musicale.
Poi, di nuovo in Chiesa per il canto dei Vespri e la benedizione eucaristica. «Il male dell’uomo è che spesso dimentica». Ci ha ricordato il parroco, aggiungendo: «Allora oggi è proprio il giorno per ricordarci che viviamo da salvati nella pienezza della vita e che ci accompagna Maria, madre paziente e amorosa».
La festa è terminata sul piazzale della Chiesa con la castagnata e l’incanto dei canestri, il tutto rallegrato dalla Banda Musicale della Rasa.
Mentre terminava la giornata, ci siamo sentiti sereni e fiduciosi perché la Madonna ci accompagna sempre e da lei dobbiamo imparare la gratitudine e la fedeltà.
Ci ritroveremo in Chiesa mercoledì sera per ricordare nella S. Messa i nostri fratelli defunti e sentirci uniti a loro che ci hanno preceduto nella fede.
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