(di Cesi Colli) «Il mese di settembre è sempre un tempo lieto per la nostra comunità: il giorno di festa ci coinvolge tutti nel riscoprire, o nello scoprire, la bellezza di essere paese con la sua storia, le sue tradizioni e il suo sguardo verso il futuro. Tutto questo, però, non può esistere se, guardando al passato e pensando al futuro, ci dimentichiamo della possibilità concreta di vivere la fede, che per noi bederesi trova nella Madonna del Rosario un esempio e una guida sicura».
Con queste parole, il parroco ha introdotto i giorni della festa, celebrata il 28 settembre, ricordando che l’appuntamento con la Madonna del Rosario non è un semplice evento del calendario, ma un momento che tocca le radici più profonde del nostro essere comunità. È una celebrazione che intreccia fede e tradizioni, rafforza i legami fra le persone e invita a guardare avanti senza dimenticare ciò che siamo.
La festa non è nata all’improvviso: è stata preparata e custodita nei giorni del Triduo, tre serate di preghiera che hanno risvegliato il cuore e aiutato a entrare nello spirito della celebrazione. Il Triduo è come un “seme” gettato nella terra: prepara il nostro animo affinché il giorno della festa diventi un incontro autentico con Maria, che ci accompagna verso Gesù.
Il giorno tanto atteso si è aperto con la S. Messa solenne. La corale ha riempito la chiesa di canti intensi e coinvolgenti, creando un’atmosfera di emozione e serenità. All’organo, il giovane Sebastiano – talento prezioso della nostra comunità – ha accompagnato i canti con delicatezza e passione, regalando un tocco speciale alla liturgia.
Subito dopo, il sagrato si è trasformato in uno spazio di festa e accoglienza con la pesca per i bambini. Un gesto semplice, ma di grande valore: la comunità mette i piccoli al centro, ricordandoci che sono loro il futuro. I loro sorrisi e la loro vivacità sono stati il segno più bello che la fede passa anche attraverso la gioia.
Un grazie sincero va al gruppo oratorio, che con passione e dedizione ha preparato un pranzo dal sapore di casa e di amicizia. Ritrovarsi attorno a una tavola, conversare e condividere il cibo è stato un modo concreto di vivere la bellezza dello stare insieme.
Il pomeriggio si è aperto con il canto dei Vespri, preghiera che unisce la voce della Chiesa universale a quella della nostra piccola comunità. È stato un momento speciale, arricchito dall’impegno di Tommaso, un ragazzo di dodici anni che per la prima volta ha suonato l’organo: la sua semplicità e dedizione hanno donato a tutti un tocco di tenerezza.
Poi è arrivato il momento più atteso: la processione mariana. La statua della Madonna ha percorso le vie del paese come una madre che entra silenziosa nelle case dei suoi figli. Il suono festoso della banda della Rasa, i canti che si innalzavano verso il cielo e la lenta preghiera del Rosario hanno creato un’atmosfera intima e solenne. Maria era lì, vicina a noi: premurosa, pronta a guidarci per mano. Le sue mani che scorrono i grani del Rosario ci hanno ricordato che ogni giorno può trasformarsi in preghiera, ogni fatica in dono, ogni gioia in gratitudine. Camminare insieme a Lei non è stato solo seguire una tradizione, ma sentirci parte di un popolo che continua un cammino iniziato dalle generazioni passate, con la certezza che nessuno è solo: ogni passo è accompagnato, ogni cuore è accolto.
Dopo la processione, l’atmosfera si è fatta più familiare con il tradizionale incanto dei canestri: un momento di fraternità in cui la generosità si fa festa. Attraverso un semplice gesto di condivisione, la comunità ha riscoperto la bellezza di aiutarsi e sostenersi a vicenda.
La festa troverà il suo compimento il 2 ottobre con un momento di memoria e gratitudine: la comunità si raccoglierà nel ricordo di chi ci ha preceduto e, con la propria fede, ha custodito e trasmesso questa tradizione. Un atto di riconoscenza che ci ricorda come senza il loro esempio oggi non saremmo ciò che siamo.
La festa della Madonna del Rosario è molto più di un appuntamento annuale: è un segno di identità. Ci ricorda che la fede non si vive da soli, ma insieme; che le tradizioni non sono cose “vecchie”, ma semi che continuano a germogliare nel presente; che il futuro di una comunità si costruisce solo se restiamo uniti, radicati nella fede e aperti alla speranza.
Sotto lo sguardo della Madonna del Rosario, la festa diventa davvero ciò che deve essere: un tempo di grazia, di comunione e di gioia condivisa.
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