«Tagli importanti negli stanziamenti di bilancio per le scuole dell’infanzia». Il consigliere d’opposizione Giuliano Besana punta il dito contro le misure dell’amministrazione Civitas per sostenere le due materne del paese. E la maggioranza spiega che è stato introdotto un nuovo metodo di assegnazione dei contributi per sostituire il vecchio, considerato inefficace.
Il tema è stato sollevato da Besana durante l’ultimo consiglio comunale. Le risposte sono arrivate dal sindaco, Luca Santagostino, e dall’assessore Elisabetta Belfanti. In sintesi il vecchio metodo, «che il Comune ha utilizzato fin dalla metà degli anni Novanta», ha sottolineato Santagostino, e che era basato solamente su uno stanziamento annuale da dividere per il numero complessivo di iscritti alla scuola, era considerato inadeguato da Civitas. Motivo? Il calo costante dei bambini iscritti, che di anno in anno ha reso sempre più marcata la sproporzione tra il numero totale degli utenti e la quota di contributo corrispondente a ogni iscritto. Con iscritti che spesso risultavano frequentanti solo per un periodo limitato.
Il primo cittadino ha spiegato il contesto con i dati degli ultimi anni, che evidenziano il passaggio dai 171 iscritti alle scuole materne di Laveno, nel 2019, ai 69 iscritti del 2025. In 6 anni il contributo dell’amministrazione comunale (in tutto circa 80 mila euro annui, in linea con gli stanziamenti delle amministrazioni che hanno preceduto Civitas, ha aggiunto Santagostino) è passato da “467 euro per bambino” a una stima di “1.159 euro per bambino“.
Il tutto «in assenza di piani qualitativi e quantitativi per i servizi erogati dalle scuole», ha precisato il sindaco. Piani che Civitas ha deciso di introdurre, cambiando il metodo di assegnazione dei contributi, di fatto dimezzati, per il nuovo anno scolastico e introducendo dei percorsi, da condividere con le scuole, per favorire la crescita dei bambini. Con i progetti presentati per adeguarsi ai piani introdotti dal Comune, le due scuole materne «non hanno ottenuto il 100% del punteggio – ha fatto sapere l’assessore Belfanti – quindi c’è stata una diminuzione del contributo».
Il metodo non convince il gruppo consiliare di centrosinistra: «Il contributo del Comune serve per aiutare le famiglie, non va legato a parametri che riguardano i servizi erogati dalle scuole materne del paese – ha affermato il consigliere Paola Bevilacqua – Si tratta di servizi che il Comune in questo momento non dà, visto che a Laveno non è presente una scuola materna statale». La questione dei nuovi piani verrà affrontata nuovamente nei prossimi giorni in un incontro tra Comune e famiglie.
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