Gemonio | 16 Settembre 2025

Gemonio, ancora pochi giorni per scoprire la “Biografia inquieta di un personaggio femminile”

Fino a domenica è ancora visitabile la mostra allestita nel ventesimo anniversario dalla scomparsa di Floriano Bodini, con una delle sue opere più emblematiche

Tempo medio di lettura: 3 minuti

Al Museo Civico Floriano Bodini di Gemonio è visitabile fino a domenica 21 settembre la mostra Biografia inquieta di un personaggio femminile. Omaggio nel ventesimo anniversario dalla scomparsa di Floriano Bodini a cura di Sara Bodini, Lara Treppiede, Caroline Vezzani.

L’opera, realizzata in bronzo nel 1976, è significativa della produzione intensa e proficua dello scultore e permette di cogliere diversi aspetti delle tematiche affrontate dall’artista e instaurare un dialogo aperto con il pubblico.

La mostra è corredata da una selezione di litografie sullo studio del soggetto dell’opera e dall’apparato fotografico dedicato all’opera di Bodini, realizzato da Emilio Frisia (Merate, 1924 – Milano, 2004) introdotto dal testo critico a firma del fotografo Daniele Re (Lumis Arte).

«Nel ventesimo anniversario dalla scomparsa di Floriano Bodini (Milano 8 gennaio 1933 – Gemonio 2 luglio 2005) il museo a lui intitolato, nel cuore storico del suo paese d’origine, lo ricorda con l’esposizione dell’emblematica opera Biografia inquieta di un personaggio femminile, fusa in bronzo nel 1976. Un’unica scultura proposta al pubblico, un lavoro che, passati decenni dalla sua realizzazione, risulta moderna nella cifra stilistica di Bodini, ma soprattutto nel significato, nel messaggio, nella capacità di esprimere una dimensione sociale attuale. Una figura femminile che solca il tempo, che accoglie il visitatore in un dialogo rivolto al futuro», commenta Lara Treppiede.

«Nel 1976 Floriano Bodini porta a termine, dopo almeno tre anni di lavoro, la Biografia inquieta di un personaggio femminile, una scultura che nasce non solo come ritratto, ma come sedimentazione di una vicenda personale profonda. L’opera, – spiega Sara Bodini – ispirata a Wanda Broggi (sua prima moglie, conosciuta nel 1959 all’Accademia di Brera e madre della primogenita Paola, nata nel 1964) è il culmine di un processo interiore e affettivo che si era andato complicando negli anni. Bodini, già nel 1970, inizia a lavorare ad alcune opere che prefigurano questa, col titolo di Instabile equilibrio. Un “equilibrio instabile” anche nel legame con Wanda, che si interrompe nel 1974. (…) Un’opera che si svincola dunque dalla vicenda biografica, per aprire una riflessione non solo sul rapporto erotico e sentimentale, ma anche sul ruolo sociale della donna».

Infatti, come scrive l’artista: «È una scultura somma di molti fatti, di numerosi problemi che si accavallano, da quello dell’emancipazione della donna a quello del rapporto tra uomo e donna. In questa scultura ho cercato di far emergere le contraddizioni di questa “liberazione”, le tensioni reali femminili, che fervono, e il loro scontrarsi con la mentalità dell’uomo che lavora (…), il dilaniarsi della figura femminile tra il duplice ruolo ‘familiare’, che la storia le ha assegnato, e quello ‘diverso’ e ‘nuovo’, al di fuori della famiglia. Questa scultura mi è costata molta fatica».

«Negli ultimi anni di attività Frisia riordina il proprio archivio in una serie di album tematici: “racconti per immagini” della propria vita. Tra questi ve ne è uno interamente dedicato al lavoro dello scultore Floriano Bodini, che conserva le fotografie realizzate per documentare le opere dell’amico, finalizzate alla pubblicazione nei suoi cataloghi. La collaborazione tra i due è ricca e proficua – aggiunge Daniele Re – tanto che di alcune sculture Frisia documenta le diverse fasi di lavorazione: dal modello in plastilina a quello in gesso fino all’opera in bronzo, come accade per Ritratto di un papa. Sfogliando queste pagine sembra che le inquadrature di Frisia descrivano un progressivo avvicinamento al fulcro espressivo delle sculture. Nel caso di Biografia inquieta di un personaggio femminile sono la tensione fisica nelle dita del piede e il sandalo con il cinturino slacciato, il profilo classico della donna col naso dritto e prominente, le parti “meccaniche” che compongono l’ippogrifo, lo sguardo profondo della scimmia e quello vivo della ragazza».

La mostra è visitabile fino al 21 settembre il sabato e la domenica dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 15.00 alle 18.00, mentre dal lunedì al venerdì su appuntamento al numero +39 3397596939. L’ingresso ha un costo di 3/5 euro. Per maggiori informazioni: info@museobodini.itwww.museobodini.it.

© Riproduzione riservata

Vuoi lasciare un commento? | 0

Lascia un commento

"Luinonotizie.it è una testata giornalistica iscritta al Registro Stampa del tribunale di Varese al n. 5/2017 in data 29/6/2017"
P.IVA: 03433740127
Social Media Auto Publish Powered By : XYZScripts.com