Il 28 agosto i “pellegrini cunardesi” torneranno in sella alle loro biciclette per una pedalata speciale che aggiungerà un nuovo capitolo a una storia di amicizia e sport nata negli anni ’70 del secolo scorso.
In bici da Cunardo a Roma nell’anno del Giubileo. «Come cinquant’anni fa», sottolinea l’alpino settantacinquenne Enrico Sala, che per la prima volta nel 1975 propose agli amici del paese di tentare l’impresa. Il viaggio sta per essere ripetuto per la terza volta, perché anche il 2025 – come il 1975 e come il 2000 in seguito – è un anno santo, che per la chiesa cattolica rappresenta un forte richiamo alla fede e al rinnovamento spirituale.
La prima pedalata fu un vero e proprio colpo di testa. Ricorda Enrico Sala: «All’epoca eravamo quattordici leoni incoscienti, alcuni di noi erano ancora minorenni. Il ciclismo non era molto praticato a Cunardo. Avevamo lo sci club, e per i giovani quella disciplina era un riferimento. L’idea di andare a Roma in bicicletta fu di Giuseppe, un amico che all’ultimo dovette rinunciare per motivi di studio. Mi aveva incuriosito e quindi decisi di trovare dei compagni di viaggio per fare quella pazzia. Così nacque il primo anno santo cunardese».
Sei le tappe: Tortona, Lavagna, Marina di Pietrasanta, Follonica, Tarquinia, Roma. Fondamentali i nomi dei partecipanti. Enrico Sala li elenca, uno dopo l’altro: Gaetano Belli, Claudio Bossi, Pierluigi Maffiolini, Angelo Morisi, Alberto e Luciano Mandelli, Giancarlo Maffei, Enrico e Piergemolo Meroni, Roberto Menegatti, Aldo Panzi, Antonio Torri. «Nessuno di noi aveva mai avuto esperienze in bici», precisa l’alpino cunardese, che cita poi un altro nome, quello di Graziano Martinetti: «Ci seguì con un furgone per rifornirci e suggerì i luoghi dove fermarci a dormire lungo le tappe. Tutto con estrema perizia, nonostante l’assenza dei cellulari».
Anche il paese fu coinvolto: «Tutte le sere, al ristorante Risorgimento, l’amico alpino Eldorado Ciocca, sempre in contatto con noi, descriveva come un vero cronista la nostra avventura – ricorda ancora Sala – All’esterno del ristorante fu posizionata una bacheca dove venivano affissi dei “comunicati” riguardanti l’impresa, in modo che tutti leggendo potessero rimanere aggiornati. Fu un evento per tutta la comunità».
La figura di Eldorado Ciocca torna nel 2000, con un “comunicato”, come li chiama Enrico Sala, diverso dagli altri: «Ci chiese di organizzarci per ripetere il viaggio, ancora una volta in occasione del Giubileo. Accettammo la sfida, il gruppo raggiunse i quaranta partecipanti. Sempre sei le tappe, portate a termine senza problemi. Al ritorno, durante una cena, fissammo subito l’appuntamento successivo. Per il 2025».
L’anno è arrivato, e tra i protagonisti dei primi due pellegrinaggi c’è chi si prepara alla terza impresa. «Oltre a me – fa sapere Sala – gli altri al terzo pellegrinaggio sono Angelo Morisi (ottantadue anni, il più anziano del gruppo), Alberto e Luciano Mandelli, Claudio Bossi, Aldo Panzi. Sono trascorsi cinquant’anni e siamo ancora qui con le nostre bici, pronti per partire. Raggiungeremo Roma in otto tappe. Saremo in ventotto, con quattro accompagnatori che viaggeranno in auto».
Mercoledì 27 agosto, per la sera prima della partenza, ci sarà una fiaccolata con ritrovo alla Madonnina dei ciclisti sul Brinzio. Poi una messa nella chiesetta di Cunardo. «Con don Loris, parroco di Brinzio, e con don Francesco, parroco di Cunardo, ricorderemo tutto gli amici che non sono più con noi», spiega Sala.
Nel 2033 verrà celebrato un Giubileo straordinario per i duemila anni dalla morte e resurrezione di Cristo. I pellegrini cunardesi si daranno ancora appuntamento? «Confidiamo nell’arrivo di giovani all’interno del nostro gruppo – risponde l’alpino di Cunardo – affinché il seme della speranza continui a germogliare per gli anni santi che verranno, e la nostra tradizione possa essere rinnovata».
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