Verbano Cusio Ossola | 19 Agosto 2025

Estate e turismo, la rivincita delle montagne

Il giornalista Beppe Gandolfo racconta la sua esperienza sulle vette del Vco, tra aria buona, piatti genuini e relax. Una alternativa al caro ombrellone

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(Beppe Gandolfo, dal sito www.vconews.it) Che strana questa estate 2025. Da un lato il caro ombrelloni e spiagge private semideserte, dall’altro temperature equatoriali e fuga dalle città e quindi una crescita delle presenze nelle località di montagna. Ma attenzione: sarebbe sbagliato fare l’equivalenza fra questi fenomeni. Cioè non è che siccome al mare i prezzi sono inaccessibili, la gente va in montagna.

Non può essere così, non deve essere così. La montagna non è gratuita. La scelta delle vacanze al fresco, in altura deve essere consapevole, nel rispetto di chi la montagna la ama, la rispetta, ci vive tutto l’anno.

Ho trascorso alcuni brevi periodi di questa estate 2025 sulle Dolomiti, nelle Valli di Lanzo e del Cuneese, ma anche all’Alpe Devero, in Ossola. Ovunque ho respirato aria buona, mangiato piatti genuini, mi sono regalato momenti di relax e di benessere. Ma se in Trentino siamo ormai vicini all’overtourism con sentieri affollati come le nostre tangenziali, hotel e rifugi strapieni, in Piemonte, quasi ovunque, c’è ancora modo di godere di ampi spazi e non restare pigiati come sardine. Interessante, ad esempio, la scelta turistica dell’ Alpe Devero: qui il turismo è contingentato. Sono disponibili 900 posti auto: raggiunto quel limite, stop alle vetture. Chi vuole sale a piedi, oppure rinuncia.

In questo modo il turismo diventa davvero sostenibile, nel rispetto della natura.

Turismo consapevole significa anche rispetto delle comunità che vivono la montagna tutto l’ anno. Quindi acquisto di prodotti locali, nei negozi del posto. Che senso ha andare in montagna con la macchina piena di cibo comperato negli ipermercati cittadini e fare picnic nel primo prato libero?

Le nostre montagne possono rappresentare bellezza e ricchezza. Ma attenzione.

Io dico no e mi opporrò con forza a chi vuol farle diventare come la Riviera Romagnola, con tutto il rispetto per chi si è inventato quel “divertimentificio” e per chi è attratto da quel tipo di vacanza.

Il pericolo c’è. Con la crescita delle temperature la fuga dalla pianura verso il fresco delle Alpi, è appena cominciata. Le nostre montagne vanno salvaguardate in ogni modo. Prima che sia troppo tardi.

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