Varese | 30 Luglio 2025

Giudice di Pace di Busto Arsizio, Pellicini e Candiani interrogano il ministro Nordio

Personale ben al di sotto dell’organico previsto, con conseguenti lungaggini e arretrati mettono in difficoltà l’Ufficio: gli onorevoli varesini chiedono di porre rimedio alla situazione

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Lo scorso 3 luglio il Presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Busto Arsizio ha inviato una lettera al Presidente della Repubblica per denunciare le condizioni in cui è costretto ad operare l’Ufficio del Giudice di Pace di Busto Arsizio, che ha sede a Gallarate.

Una situazione che è stata segnalata anche da parte dei deputati Andrea Pellicini (FDI) e Stefano Candiani (Lega) tramite un’interrogazione rivolta al ministro della Giustizia Carlo Nordio.

«L’Ufficio del Giudice di Pace di Busto Arsizio dispone di soli due Giudici e mezzo per le materie civili e di un Giudice per le materie penali, a fronte di un organico previsto di otto unità, mentre dispone di personale amministrativo per tre unità a fonte di una pianta organica che prevede dieci unità», spiegano i due onorevoli.

Con questa situazione, «le prime udienze delle cause civili vengono fissate a circa un anno dal deposito del ricorso introduttivo, mentre alcuni rinvii arrivano a luglio 2031, con una durata media delle cause di sette-otto anni; per ottenere un decreto ingiuntivo occorre più di un anno dal deposito del ricorso. Ad oggi, vi è un arretrato di quasi 10.000 ricorsi per decreto ingiuntivo», sottolineano.

«L’Ufficio del Giudice di Pace di Busto Arsizio – proseguono Pellicini e Candiani – è competente su un territorio in cui vivono 380.000 persone e su cui insiste uno dei più importanti distretti industriali a livello nazionale e una rete commerciale molto sviluppata; in una situazione di questo tipo, i cittadini sono gravemente danneggiati nel loro diritto di accesso alla giustizia e le imprese subiscono un costante pregiudizio nella loro competitività; risulta non di meno evidente anche la frustrazione degli Avvocati del Foro di Busto Arsizio, che, a causa delle problematiche sopra descritte, si trovano impossibilitati, di fatto, nel tutelare al meglio i diritti dei propri assistiti».

La richiesta dei due deputati al ministro Nordio è quella di «sapere se sia a conoscenza della grave situazione sopra descritta e quali iniziative siano già state o intenda intraprendere per porvi con urgenza rimedio».

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