Alto Varesotto | 28 Luglio 2025

Da Carrefour al ritorno di Gs: cosa succede ai negozi del Luinese dopo l’acquisizione di NewPrinces

La svolta interessa anche il territorio luinese, dove sono coinvolti diversi store e moltissimi dipendenti. Gli obiettivi del colosso del food con base Reggio Emilia e la preoccupazione dei lavoratori

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(da Varesenoi – A.Mus.) Il futuro dei punti vendita Carrefour in Italia è ufficialmente passato nelle mani del gruppo italiano NewPrinces, e in provincia di Varese la notizia non può lasciare indifferenti.

Sia nel capoluogo – dove sono attivi i punti vendita di via Sanvito, via del Cairo, piazzale Trento, via Cavour, via Corridoni e largo Gajard – che in provincia (nove punti vendita al nord, da Luino e Lavena Ponte Tresa a Gavirate, un’altra ventina di negozi da Morazzone a Busto Arsizio) sono infatti oltre trenta i supermercati, in franchising o meno, a marchio Carrefour, che soprattutto rappresentano un punto di riferimento occupazionale per moltissimi dipendenti, nell’ordine delle centinaia.

L’acquisizione, dal valore complessivo di un miliardo di euro, porterà nei prossimi anni al ritorno dell’insegna Gs, storica catena italiana – e amatissima anche nel Varesotto – assorbita da Carrefour nel 2010. L’obiettivo dichiarato dalla NewPrinces di Reggio Emilia, secondo gruppo italiano nel food per fatturato e primo operatore food in termini occupazionali con 13.000 operatori diretti in Italia e più di 18.000 nel mondo con marchi come Polenghi, Giglio e Delverde, è quello di rilanciare la rete nazionale, integrandola con la propria piattaforma logistica e riportandola in attivo attraverso un investimento da 437,5 milioni di euro.

Ma i sindacati, a livello nazionale, hanno già proclamato lo stato di agitazione e chiesto un confronto urgente al Ministero delle Imprese per discutere delle prospettive occupazionali e della tenuta dei livelli di servizio.

Anche nella nostra provincia, però, al momento regna l’incertezza. E così, tra le corsie e nelle retrovie dei punti vendita, ci si interroga per ora con preoccupazione: «Non sappiamo cosa succederà. Se ci saranno chiusure, riduzioni di personale o riorganizzazioni. Per ora abbiamo solo letto la notizia sui giornali e nessuno ci ha detto nulla».

Il timore è che anche in un territorio tradizionalmente legato alla grande distribuzione, i cambiamenti decisi altrove possano avere ricadute pesanti sulla quotidianità di chi lavora. Il gruppo NewPrinces ha assicurato di voler mantenere gli attuali organici, ma i sindacati nazionali attendono di vedere nero su bianco i dettagli del piano industriale. A Milano, sede centrale di Carrefour Italia, si parla di una possibile inclusione dell’attuale management. Ma cosa succederà nei singoli territori?

Il Varesotto, con le sue decine di punti vendita, è una delle province che potrebbero essere più coinvolte da eventuali strategie di razionalizzazione. Il futuro dei Carrefour della nostra provincia – e con essi quello dei dipendenti – è legato a doppio filo agli sviluppi di un’operazione che ha risvolti internazionali, ma che avrà conseguenze molto concrete anche qui.

Mercoledì 30 luglio, intanto, ci sarà l’incontro al Mimit e il 31 luglio il coordinamento nazionale dei delegati. A Varese e in provincia si attendono risposte e segnali.

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