Il primo contatto alle 8 di mattina è sempre con i funzionari che lavorano in municipio. Poi arrivano i cittadini, e parlare con il sindaco può diventare una cosa difficile. «In paese c’è un clima nuovo – spiega Ivan Vargiu, sindaco di Maccagno dal giugno 2024 – Lo dice la gente e io stesso mi rendo conto che parlo davvero con tutti e che certe divisioni politiche, che erano presenti in passato, ora non ci sono più».
Mentre racconta la sua giornata tipo, scandita da riunioni, sopralluoghi nelle frazioni montane del secondo Comune della provincia per estensione territoriale, giunte e momenti di ascolto che si articolano tra pareri, consigli e critiche, il sindaco ha davanti a sé una tabella che riassume le opere pubbliche e i relativi costi. Serve per fare un bilancio del primo anno di mandato. «Volato via», è la sintesi.
Per i dettagli ci sono le griglie stampate sul foglio. Orientano il discorso, ma non sono essenziali: «Sono abituato a uscire sul territorio, il vizio del tecnico mi è rimasto», afferma Vargiu, che negli uffici dove oggi tutti lo cercano ha passato gli ultimi vent’anni della sua vita professionale. «Il Comune è come una famiglia», aggiunge. E lo fa per evidenziare che la lunga esperienza dall’altra parte della scrivania torna utile ora nel garantire la serenità dell’ambiente.
Si aspetta di entrare nel merito delle voci e dei numeri sulla tabella, ma c’è una premessa: «In campagna elettorale la lista avversaria (Idea Comune, l’attuale minoranza in consiglio comunale, ndr) ci aveva descritto come un gruppo troppo giovane e con poca esperienza. Oggi posso dire che sono soddisfatto delle deleghe e degli incarichi, perché le competenze individuali hanno fatto la differenza».
A questo punto arriva il momento di spiegare e si parte dalla stretta attualità. Nei prossimi giorni verrà inaugurata l’area cani del Parco Giona, che nel programma elettorale era tra i progetti di più rapida realizzazione. «Ci sono poi altri progetti che abbiamo definito a livello esecutivo: la riqualificazione dell’ex scuola di Campagnano, che diventerà lo spazio aggregativo di una frazione sprovvista di punti di ritrovo. La trasformazione di alcune aule delle scuole Medie che non venivano più usate e che formeranno uno spazio multisensoriale per ragazzi autistici; la riqualificazione della pista di atletica e degli spogliatoi del campo sportivo di via Parisi e la sistemazione delle strade che conducono agli alpeggi, essenziali per i cittadini che possiedono le baite nelle località in quota, ma anche strategiche a livello turistico per escursioni a piedi o in bicicletta».
Per l’ex scuola di Campagnano e per le aule dedicate ai giovani con problemi di autismo («progetto a cui teniamo molto perché risponde a un bisogno che è sempre più presente sul territorio, carente di strutture adeguate») il Comune impegnerà quasi 400 mila euro. Su altri fronti invece le risorse comunali non sono sufficienti a coprire le spese. Per questo l’amministrazione Vargiu si è mossa per cercare finanziamenti attraverso i bandi della Regione Lombardia.
I temi si collegano alle azioni da avviare nei “primi cento giorni di mandato”, come indicato più o meno un anno fa dall’allora aspirante sindaco Vargiu in una intervista. Primo tema: ragionare sul rilancio della Veddasca: «Dopo un anno abbiamo un progetto condiviso con il Comune di Tronzano e il Comune di Gambarogno per un tracciato escursionistico da realizzare su sentieri già esistenti che uniscono alto Varesotto e Canton Ticino. Vorremmo unire Alpe Neggia e Forcora lungo un itinerario da percorrere sia a piedi che in mountain bike, coinvolgendo ristoratori, gestori di vari punti d’interesse e il settore dei trasporti locali». Il progetto è noto da diversi mesi. «Ora però abbiamo formalizzato una richiesta di contributo per 600 mila euro su fondi Interreg (legati a programmi di cooperazione tra Paesi promossi dall’Unione europea, ndr). Attendiamo il responso che arriverà nei prossimi mesi, e intanto lavoriamo sulla parte burocratica di un progetto complementare che potrebbe aprire a un utilizzo estivo della sciovia della Forcora, da sfruttare come supporto per trasportare le biciclette dei turisti attratti dai sentieri che portano verso il monte Cadrigna».
Con il secondo tema si passa dalla valle al lago per la costruzione di un nuovo pontile a Maccagno inferiore: «Il costo stimato è di 350 mila euro. A luglio dello scorso anno, poche settimane dopo l’inizio del mandato, abbiamo chiesto un finanziamento regionale Aspettiamo l’esito della domanda di contributo. Lo scopo del pontile è avere dei posti barca utilizzabili a ore sul modello di un servizio che è già disponibile sulla sponda piemontese del lago, e che dà al turista una possibilità in più per raggiungere il paese e visitarlo».
C’è un terzo tema: ricostituire la squadra operai del Comune, accantonata negli anni per far spazio ai contratti con le cooperative che si occupano della manutenzione del patrimonio pubblico. Il sindaco cita un dato: «In questo primo anno abbiamo speso 600 mila euro per la manutenzione di sentieri e strade». E gli operai? «Uno ha già preso servizio a Pino. Una seconda risorsa sarà attiva da settembre e si occuperà delle altre frazioni. Entro fine anno arriveremo a tre operai e ne assumeremo un quarto nel 2026».
Siamo alla fine della tabella (che include anche gli investimenti per dare una nuova identità culturale al museo civico e per l’allestimento del calendario di eventi che va dall’estate all’inverno), e chiediamo al sindaco se qualcosa in questo primo anno di amministrazione non ha funzionato. «Con un territorio così vasto e diviso tra montagna e lago ci sono criticità che a volte arrivano all’improvviso, come nel caso degli smottamenti e degli altri danni causati dal dissesto idrogeologico. Nella prima settimana di mandato ci sono state due frane a Garabiolo e a Lozzo, ma fortunatamente non abbiamo avuto grossi danni».
Se agli impegni dettati dal programma elettorale e dalle incombenze quotidiane si aggiungono le emergenze che arrivano con la pioggia e gli smottamenti, di tempo libero ne resta poco. «Ci sono le pause pranzo – dice Vargiu prima di passare ai saluti – e a volte coincidono con i momenti in cui riesco a organizzarmi per un’uscita in bicicletta. E’ una passione che ho da sempre».
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