È stato un giugno rovente, nel Varesotto, quello terminato da pochi giorni. Lo confermano anche le statistiche redatte dal Centro Geofisico Prealpino sulle temperature registrate nel corso dello scorso mese.
Benché al primo posto della classifica del giugno più caldo rimanga ancora quello del 2003, in cui la temperatura media era stata di 26,3°C, con una massima di 35°C e ben diciotto giorni sopra i 30°C, quello del 2025 si piazza immediatamente alle sue spalle, al secondo posto.
Nelle scorse settimane infatti, in base alle rilevazioni degli esperti, la temperatura massima è stata di 35,7°C e sedici le giornate in cui si è andati sopra i 30°C: un numero notevole, dato che la media del trentennio 1991-2020 è di ventisei giorni nell’arco di tutta la stagione estiva.
Nonostante il record di temperatura più alta registrata, 36,8°C, il giugno 2019, con l’ondata di calore verificatasi a cavallo tra giugno e luglio, è sceso così al terzo posto.
Dalle analisi effettuate dal Centro Geofisico, risulta che proprio giugno, tra tutti i mesi dell’anno, a Varese, è quello che ha visto il maggior aumento delle temperature dagli anni Settanta a oggi, con una temperatura media che è cresciuta di 4°C, passando da 19°C a 23°. E se si allunga lo sguardo ancora più indietro fino agli anni Sessanta, i dati rivelano che le estati varesine hanno visto aumentare le temperature di ben 3,5°C in cinquant’anni.
Situazione che, specialmente dal 2000 in avanti, ha visto le ondate di calore diventare sempre più frequenti. E, come confermano gli esperti, questi periodi prolungati di grande caldo «diventeranno sempre più la nuova normalità climatica».
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