Luino | 2 Giugno 2025

Sicurezza a Luino: non è il Bronx, ma qualcosa si è rotto e nessuno può più far finta di nulla

Scarcerato il 20enne. Ho visto con i miei occhi la maxi-rissa. Un fatto grave, ma anche lo specchio di un disagio più profondo. Educazione, senso civico e rispetto oggi sembrano merce rara. Perché?

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Quello che è successo mercoledì sera in stazione a Luino, lo confesso, non lo dimenticherò tanto facilmente. Non solo perché ho assistito in prima persona a ciò che stava accadendo, ma perché quanto visto ha confermato una sensazione che da tempo si respira in Italia, non solo a Luino: qualcosa si è rotto. Non parlo solo di una percezione crescente di insicurezza nella città lacustre, ma di una frattura profonda tra generazioni, tra istituzioni e cittadini, tra informazione e realtà dei fatti.

Stavo giocando a tennis con la mia compagna, come spesso faccio, nel campo vicino all’ex Dopolavoro. Poco distante, su quel maledetto primo binario, si scatenava una vera e propria guerriglia urbana tra ragazzi giovanissimi. Una sassaiola, urla, la corsa di alcuni verso i treni, sassi che volavano oltre la recinzione, sfiorando le auto in sosta, tra cui la mia. Alcuni di quei sassi sono entrati dentro il campo, costringendoci a fermare la partita e ad allontanarci per sicurezza, mentre loro proseguivano la loro guerriglia spostandosi sui binari, causando ritardi lungo la linea ferroviaria.

Ho chiamato io stesso i carabinieri, ancor prima che il ragazzo venisse ferito. Non l’ho fatto come giornalista, ma come cittadino. E oggi, come direttore di questa testata, sento il dovere di raccontare ciò che è successo, perché troppo spesso chi commenta non sa. Chi giudica, non ha visto. Chi scrive, non ha verificato.

Abbiamo letto i commenti di chi, pur non presente sul luogo, si è sentito in diritto di ricostruire i fatti. C’è chi si improvvisa reporter, intervistando testimoni che testimoni non sono, perché le loro attività erano chiuse al momento dei fatti o non erano sul posto. Eppure ci sono persone che sembrano sapere tutto, persino come, quando e in quali casi atterra un elisoccorso. Insomma, tanti pronti ad insegnarci il nostro mestiere.

Il nostro articolo, uscito con tempestività, inizialmente non riportava l’uso del coltello. Ma non per negligenza. Semplicemente, al momento della pubblicazione non ne avevamo conferma, era solo una voce. Abbiamo aggiornato l’articolo attorno alle 22, appena avuta conferma della ferita da arma bianca, avvenuta sui binari. Dopo meno di due ore. Un ragazzo di 21 anni, colpito con un coltello alle gambe, e una ferita alla testa causata da una pietra, che pieno di sangue si è successivamente spostato a piedi dai binari a viale Dante e via Sant’Onofrio.

Le cause della rissa? Probabilmente un sentimento di gelosia verso una ragazza, che ha causato il ferimento di un giovane… Il suo aggressore, un ventenne, è stato poi arrestato per tentato omicidio qualche ora più tardi e inaspettatamente scarcerato nella giornata di sabato.

Ma tornando ai fatti: non è stato un codice rosso, ma un codice giallo. La vittima era stata ferita gravemente, ma non era in pericolo di vita. E sì, l’elisoccorso è intervenuto, perché si trattava comunque di una ferita profonda di diversi centimetri. Episodio eclatante? Sì. Ferite profonde alle gambe e un netto taglio sul volto, probabilmente dopo esser stato colpito dal lancio di una pietra. Questo quanto hanno potuto osservare alcuni passanti e gli operatori sanitari della Padana Emergenza di Luino al loro arrivo.

Il rischio, però, è che questi fatti finiscano per ingigantire una paura che cova sotto le ceneri da tempo. La sensazione che molti vivono, soprattutto nelle sere di primavera inoltrata, è quella di una città svuotata. Almeno questo vale per me, spesso a passeggio con il mio cane. A volte non c’è un’anima in centro, e questo silenzio può fare più paura del rumore. Luino non è il Bronx, ma sarebbe sbagliato negare che esistano sacche di disagio sociale che coinvolgono anche e soprattutto i più giovani.

Il comportamento di alcuni ragazzi italiani, domenica scorsa, al McDonald’s, ne è la prova. Bustine di zucchero lanciate come coriandoli, urla, in piedi sui tavolini. Famiglie con bambini costrette ad alzarsi e andarsene. Sono dovuti intervenire ancora una volta i carabinieri. E in quel caso, quasi tutti erano italiani. Certo un episodio meno grave, ma pur sempre “fuori dal normale”.

Spesso si punta il dito contro gli immigrati però. È vero, nei nostri articoli relativi a reati e arresti sono presenti in maniera ricorrente, e questo riflette purtroppo una realtà delle statistiche. Ma è altrettanto vero che il fallimento dell’integrazione è un problema sociale. Le seconde generazioni si muovono in un limbo, sospese tra due culture, spesso senza radici solide né nel passato né nel presente. Nel caso della rissa in stazione, si è parlato subito di ragazzi “italiani di seconda generazione” perchè ogni volta che succede qualcosa di negativo a Luino, come già successo, sono i ragazzi minorenni i colpevoli. Anche se non c’entrano nulla.

Negli anni Ottanta e Novanta accadeva lo stesso con i meridionali, lo dico a ragion veduta, da figlio di genitori calabresi che si sono trasferiti al Nord proprio in quel periodo. Anche peggio in alcune circostanze. Altri accenti, altri volti, ma stessa diffidenza e stesso disagio. Allora come oggi, il problema è educativo. Non è questione di colore della pelle, di religione o di abitudini culturali. È questione di regole, di rispetto, di senso civico. Di modelli da seguire e di adulti in grado di essere guida, più che giudici. E di leggi, pene e condanne che non funzionano come dovrebbero.

Luino è la cittadina più grande dell’Alto Varesotto. È naturale che qui si incrocino vite, storie, uscite tra amici e persino tensioni, come avviene a Varese, Gallarate, Busto Arsizio e Milano. Ma è altrettanto necessario che qui si costruisca un modello sociale capace di contenere il disagio e di offrire alternative. La sicurezza non è solo un tema di ordine pubblico. È una questione culturale, educativa e collettiva. Non bastano progetti socio-culturali rivolti ai giovani.

Oggi, mentre scrivo, non ho soluzioni in tasca. Ma ho una certezza: non possiamo permetterci il lusso dell’indifferenza. Perché il rischio è quello di abituarci alla paura e soprattutto alla percezione di essa. E questo, sì, sarebbe il vero fallimento.

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Una risposta a “Sicurezza a Luino: non è il Bronx, ma qualcosa si è rotto e nessuno può più far finta di nulla”

  1. Gi_mo ha detto:

    Ottima analisi della problematica della sicurezza a Luino. Spesso quello che succede è soprattutto dovuto all’indifferenza, non solo delle persone, ma dei nostri politici a non cercare o voler trovare soluzioni a problemi che sono davanti agli occhi di tutti. Vero, il disagio giovanile contribuisce in modo determinante a ciò che succede, ma spesso esiste anche il voltarsi dall’altra parte delle forze dell’ordine che non aiuta certo a creare sicurezza nella popolazione. Mi riferisco in particolare a ciò che succede quotidianamente nell’area Carrefour, con ragazzi che, soprattutto nelle ore notturne, creano problemi nei parcheggi o con persone più anziane che, in preda ai fumi dell’alcol, urlano, litigano e sporcano. Dove sono i vigili, i carabinieri, la polizia? Conoscono bene il problema…..ma non si vedono!

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