Luino | 30 Maggio 2025

Luino, l’aula magna delle Medie intitolata al prof. Manserra. Gran successo il torneo a Dumenza

Commozione, ricordi e gratitudine durante la cerimonia del 26 maggio: la scuola secondaria di primo grado di Luino ha voluto rendere omaggio a uno dei suoi docenti più amati

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È stata una mattinata intensa ed emozionante, quella di lunedì 26 maggio presso la scuola secondaria di primo grado “Bernardino Luini” di Luino. Al centro della cerimonia, l’intitolazione dell’aula magna al professor Giovanni Manserra, docente che per anni ha rappresentato un punto di riferimento fondamentale per studenti, colleghi e famiglie.

Il momento più toccante è stato quello dello scoprimento della targa commemorativa da parte della moglie, Marina Fiengo, ex insegnante di educazione fisica, che ha condiviso ricordi personali e significativi del marito. Un gesto simbolico, carico di emozione, che ha sancito il legame indissolubile tra Manserra e l’istituto di Luino.

La cerimonia ha avuto come filo conduttore le parole delle persone che lo hanno conosciuto, lette dalla professoressa Lucia Martignoni, che insieme alla dirigente scolastica Eliana Frigerio ha voluto fortemente questa intitolazione. Attraverso la sua voce, il pubblico presente ha potuto rivivere aneddoti, insegnamenti e la filosofia di vita di un uomo che ha lasciato il segno in più di una generazione.

Uno dei racconti più significativi è stato quello della “gerla e della borsa piena di soldi”, metafora che Manserra amava ripetere per sottolineare l’importanza della coerenza, della dedizione e della priorità nelle azioni quotidiane. «Quando è borsa è borsa, quando è legna è legna. Oggi è legna», diceva. E questa frase è diventata il suo motto.

Giovanni Manserra era un geometra che ha scelto volontariamente di diventare insegnante. Non per ripiego, ma per passione. Perché sentiva forte il desiderio di trasmettere valori, conoscenze ed esperienze alle nuove generazioni. La sua era una vocazione autentica, nutrita da entusiasmo e amore per l’insegnamento.

Durante la commemorazione, la moglie Marina ha ricordato come, per molti anni, abbia condiviso con lui anche lo spazio della palestra scolastica. «Con i ragazzi era severo, ma giusto. Parlava di educazione, rispetto e comportamento. Era bello ascoltarlo, andava oltre la sua materia. Era una fonte continua di trasmissione di valori».

Manserra è stato descritto come un insegnante coinvolgente e rigoroso, capace di suscitare affetto e fiducia nei suoi studenti. Un uomo appassionato, curioso, pieno di interessi: dalla chitarra alle immersioni, dal volo simulato alla collezione di monete. Una vita vissuta intensamente, alimentata da un “fuoco” interiore.

È stato tra i primi ad adottare il registro elettronico nella scuola, convinto dell’utilità della tecnologia per una gestione ordinata e precisa. Un innovatore, che ha saputo creare ponti tra la scuola e il territorio, avviando collaborazioni con realtà sportive e culturali.

«Era un motore – ha ricordato la moglie – sempre pronto a lanciarsi in nuovi progetti. Se qualcuno proponeva un’idea, lui rispondeva “E facciamolo”. Diretto e onesto, diceva ciò che pensava. Ed è per questo che la professoressa Martino lo volle come vicepreside: perché non avrebbe detto sempre di sì».

La narrazione si è spinta fino ai momenti più intimi e delicati della sua vita, segnati dalla malattia. Ma anche in quell’occasione, come ha sottolineato Marina, la coppia ha saputo cogliere il senso profondo delle piccole cose, trovando gioia nel camminare insieme in pista ciclabile o mangiare assieme. «Abbiamo visto insieme l’orizzonte sempre più vicino».

Tra i momenti più significativi la testimonianza di un suo ex studente, tramite le parole della figlia Sara Manserra che hanno portato alla luce un ricordo scolastico che ancora oggi emoziona. Un episodio semplice, ma emblematico della capacità educativa del padre, della sua autorevolezza senza bisogno di alzare la voce, della sua capacità di guidare con fermezza e ironia.

«Tu eri il primo adulto fuori dalla famiglia che ho preso come punto di riferimento. Un ruolo guadagnato grazie alla presenza costante, al dialogo sincero, alla capacità di mettere i ragazzi di fronte alle loro responsabilità senza abbandonarli mai. Un approccio educativo profondo e umano. Il professor Manserra ha saputo vedere oltre gli errori degli studenti, offrendo sostegno anche nei momenti più difficili».

Il nome completo del professore – Giovanni Pietro Maria Corrado Manserra – è stato ricordato con affetto, anche per i diversi modi con cui veniva chiamato: Gianni in famiglia, Gianpietro nel paese, Giovanni a scuola. Una pluralità di identità che racconta un’unica, grande storia di dedizione e coerenza.

La cerimonia si è conclusa con i ricordi e le riflessioni del sindaco Enrico Bianchi, dell’assessore Ivan Martinelli e dell’ex preside della scuola, il professor Emilio Rossi. Un’aula magna ora porta il nome di chi ha dedicato la propria vita alla scuola e alla crescita delle nuove generazioni. Un’aula che continuerà ad accogliere studenti, come fece lui per tanti anni, trasmettendo quel senso di appartenenza che Giovanni Manserra ha saputo costruire con la sua vita.

Una giornata che ha ricordato non solo un professore, ma un uomo capace di generare futuro. Un esempio di educazione, passione e impegno. Oggi la scuola lo ha accolto di nuovo. Come meritava, così come avvenuto sabato scorso a Dumenza, presso il centro Carà, dove in centinaia hanno partecipato all’evento “La Partita del Prof. Manserra”.

«Un grazie a tutti i partecipanti, non solo quelli che si sono cimentati nel calcio e nel beach volley, tra studenti, ex studenti e colleghi, ma anche le persone che sono venute a trovarci – commenta il presidente della Polisportiva Valdumentina, Andrea Mariniello -. È stato un bel momento per ricordare che ha segnato tanti uomini come me con i suoi insegnamenti, dalla scuola alla vita. Un grazie va anche alla Pro loco di Dumenza per lo stand gastronomico, così come va all’Hotel Internazionale, a LuinoNotizie e a Bambù, per averci sostenuto in questa meravigliosa giornata che replicheremo l’anno prossimo».

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