(Renzo Fazio, dalla pagina Facebook “Germignaga, ricordi dal passato”) Sarà che domenica ricorre la festa della mamma, oppure per chissà quale altro motivo, ma questa settimana mi sono tornati alla mente alcuni dolci ricordi legati alla mia prima infanzia. Dolci nel vero senso della parola, pur consapevole che qualche nutrizionista dei nostri giorni griderà allo scandalo. I primi sono ricordi strettamente personali, altri sicuramente comuni a tutti quelli da una certa generazione in giù…
Correva l’anno 1968 quando dal Vicolo Fossati a Germignaga la mia famiglia si trasferì in località Premaggio; non avendo ancora compiuto sei anni i ricordi ovviamente sono pochi, ma tutti molto piacevoli. Uno di questi era sicuramente il profumo della polenta fritta poi coperta di zucchero che periodicamente veniva offerta dalla signora Iacci ai molti bambini che allora animavano il nostro vivace vicolo. Poi mi bastava svoltare l’angolo e salire in casa da Alice e Romeo Melegari per ricevere ulteriori dolci attenzioni come le gustose caramelle “Rossana”. Prima di rientrare in casa, una puntatina dalla signora Bianca Cantoni (con la scusa di accompagnare l’amica Piera) era l’occasione per scroccare ancora qualche altro dolcetto.
Col trasferimento ai Premaggi, gli spazi per correre e bruciare energie non mancavano e quando a metà pomeriggio la fame incominciava a farsi sentire, rientravo a casa, dove mia madre prontamente preparava generose fette di pane, spalmate con abbondante burro e ricoperte di zucchero.
Nonostante tutte queste calorie ero comunque “gracilino” e così, per darmi un ulteriore “aiutino”, la mamma aveva un altro espediente: andava a prendere nel pollaio dietro casa le uova ancora tiepide appena deposte dalle nostre galline, separava il tuorlo dall’albume, lo metteva in una “chichera”, aggiungeva due cucchiaini di zucchero e mescolava il tutto energicamente senza aggiungere nient’altro. Era sicuramente qualcosa che mi piaceva molto e che divoravo rapidamente.
Un’altra merenda assai dolce di quegli anni che ricordo con piacere erano i quadrotti di marmellata di mela cotogna, imballati nella carta trasparente uno ad uno, mentre nel periodo autunnale non mancavano abbondanti merende a base di castagne bollite tuffate nel latte caldo, raccolte da noi ragazzi nei boschi circostanti.
Adesso capite perché all’inizio parlavo di dolci ricordi? Buonissimi, ma altrettanto buone tutte le persone che ho citato e che a distanza di molti anni ricordo ancora con grande affetto.
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