Laveno Mombello | 5 Maggio 2025

Gli studenti del liceo di Laveno scoprono cosa sono le “miniere urbane”

In un incontro con la società Acinque sul tema dei rifiuti, gli alunni hanno potuto riflettere sullo stile di vita attuale e sull’importanza di passare all’economia circolare. Il loro racconto

Tempo medio di lettura: 3 minuti

(a cura della classe 3LES Liceo Sereni Laveno Mombello) Noi della classe 3LES abbiamo partecipato a un incontro online dal titolo “Miniere urbane, RAEE e rifiuti plastici”, organizzato dalla società Acinque.

Il problema centrale è stato subito messo in luce: le risorse naturali sono limitate, ma la popolazione mondiale, in continua crescita (oggi circa 8 miliardi di persone), le consuma in modo sempre più rapido e inefficiente, generando una quantità crescente di rifiuti, soprattutto nelle città.

Tra le cause principali dell’aumento dei rifiuti ci sono: la cultura dell’“usa e getta”, l’eccesso di imballaggi, gli stili di vita frenetici (pasti pronti, delivery, acquisti online), la crescente urbanizzazione.

Oggi, oltre la metà della popolazione mondiale vive in aree urbane, che sono diventate i maggiori centri di produzione di rifiuti.

Il modello economico dominante è ancora quello lineare: estrazione, produzione, consumo e smaltimento. Questo sistema però non è più sostenibile. Serve un passaggio all’economia circolare, che punta a ridurre gli sprechi, allungare la vita dei prodotti, riciclare e riutilizzare, limitando l’uso di nuove risorse.

L’Unione Europea promuove il modello delle 4 R:
1. Riduzione: fare acquisti più consapevoli.
2. Riutilizzo: dare nuova vita agli oggetti.
3. Raccolta differenziata: separare correttamente i materiali.
4. Recupero energetico: trasformare i rifiuti in energia.

Un’attenzione particolare è stata dedicata ai RAEE (Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche), come elettrodomestici, telefoni e lampadine. Questi rifiuti non devono essere gettati nei cassonetti, ma portati in appositi centri o ritirati nei negozi quando se ne acquista uno nuovo. Contengono infatti materiali preziosi, ma anche sostanze pericolose per l’ambiente e la salute, come piombo, mercurio, cromo e cadmio.

Un altro problema è l’obsolescenza programmata, una strategia industriale nata nel 1924 per accorciare volutamente la vita dei prodotti e spingere i consumi. Sebbene oggi sia vietata, continua a influenzare molte produzioni.

Durante l’incontro abbiamo approfondito il concetto di miniera urbana: non un luogo fisico, ma un’idea che considera i rifiuti come risorse da cui estrarre materiali preziosi. Alcuni esempi: alluminio, abbondante ma estratto con processi ad alto impatto ambientale; cobalto e tantalio, spesso estratti in condizioni di sfruttamento in Paesi come il Congo; terre rare (come il litio), essenziali per smartphone e batterie, ma legate a forti danni ambientali e sociali, soprattutto in Cina e Sud America.

Molti Paesi ricchi consumano queste risorse, ma non le possiedono e dipendono dalle importazioni, con gravi conseguenze umane ed ecologiche.

Un esempio emblematico è il Coltan, miscela da cui si ricavano tantalio e niobio, fondamentali per l’elettronica. La sua estrazione, spesso da parte di bambini, finanzia conflitti armati nella Repubblica Democratica del Congo.

Eppure, esistono alternative: uno smartphone è riciclabile per il 96%, e in Italia si stima che ci siano circa 50 milioni di telefoni inutilizzati. Una vera e propria miniera urbana!

Adottare l’economia circolare e consumare in modo più consapevole è quindi fondamentale, non solo per ridurre l’impatto ambientale dei rifiuti, ma anche per rompere le catene dell’ingiustizia sociale nascoste dietro ai nostri dispositivi tecnologici.

Abbiamo trovato l’incontro con Acinque molto interessante: abbiamo scoperto cosa sono i RAEE, come smaltirli correttamente e quanto sia importante recuperarne i materiali. L’incontro ci ha anche offerto l’occasione per riflettere su questioni più ampie, come l’obsolescenza programmata e il ruolo delle “miniere urbane”, ovvero il valore nascosto nei dispositivi dimenticati nei cassetti. È stata un’opportunità per comprendere quanto il nostro stile di vita sia condizionato dal consumismo e quanto sia urgente adottare pratiche più sostenibili.

Sicuramente ci impegneremo a riciclare correttamente vecchi dispositivi e a sensibilizzare anche le famiglie. La parte interattiva ci ha aiutato a fissare meglio i concetti, ringraziamo Acinque per averci fatto riflettere su temi importanti e attuali.

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