«Siamo come le telecamere» dice Angelo Amoruso, pensionato e maestro di arti marziali, per descrivere l’attività che da circa un mese l’associazione di volontariato Sicurezza senza Confini, di cui è presidente, svolge per il Comune di Cocquio Trevisago vigilando su quello che succede nei luoghi pubblici del paese.
I volontari si sono messi a disposizione del sindaco Danilo Centrella che lo scorso marzo, con una convenzione, ha formalizzato l’intesa e ha fornito al gruppo un veicolo comunale, utilizzato dai vigilanti per spostarsi da una zona all’altra del borgo della Valcuvia, “registrare” come un occhio elettronico ciò che accade tra le vie, nei punti di ritrovo e in quelli di passaggio. E riferire alle forze di polizia se ci sono delle situazioni di potenziale pericolo.
Il primo bilancio, un mese dopo la firma della convenzione, è positivo. «Le persone si sono abituate alla nostra presenza – racconta Amoruso – I residenti, specialmente quelli più anziani, apprezzano e segnalano a loro volta se c’è qualcosa che non va». Il servizio funziona seguendo uno schema preciso: «Lavoriamo su tre turni, per quattro volte alla settimana e per un totale di dieci ore al giorno. Anche in orari notturni».
Gli interventi più frequenti riguardano il passaggio di auto sospette e la musica ad alto volume proveniente da macchine parcheggiate nei posti in cui si riuniscono le compagnie di giovani, che ogni tanto esagerano con gli schiamazzi o lasciano scarti di cibo e bottiglie vuote al parco vicino al centro commerciale e in stazione. Cattive abitudini che i volontari cercano di correggere con le loro raccomandazioni. «In queste settimane hanno imparato a riconoscerci – sottolinea Amoruso – A volte è sufficiente un passaggio in auto. Fa da deterrente per certi comportamenti».
I volontari, durante alcuni turni di notte, hanno segnalato la presenza di persone che con la torcia in mano si aggiravano all’interno dell’ex campo da calcio, tra via Verdi e via Maletti. Forse dei senzatetto in cerca di riparo nel vecchio locale degli spogliatoi. E nel corso di un passaggio serale in stazione, nell’orario in cui si ferma l’ultimo treno del giorno, hanno allertato i soccorsi per una donna che scendendo dal mezzo si era sentita male.
I vigilanti sono in tutto una trentina. «Dai ventenni ai sessantacinquenni, donne incluse», specifica il presidente dell’associazione, una realtà nata nel 2009 grazie all’istituzione, a livello nazionale, dei gruppi di osservatori volontari. Dopo i primi passi mossi a Brebbia e in altri paesi del Varesotto (con una parentesi luinese per contrastare i fenomeni di vandalismo al Parco a Lago), è arrivata l’iscrizione al Registro unico del terzo settore, con il passaggio alla denominazione attuale.
«Al momento siamo attivi solo a Cocquio – aggiunge Amoruso – ma siamo in contatto con diverse amministrazioni comunali del medio Varesotto che hanno sentito parlare di noi e si sono interessate al nostro servizio». Per fare di più occorrono però altri volontari. «Le iscrizioni sono aperte – fa sapere il presidente di Sicurezza senza Confini – e siamo in grado di offrire percorsi di formazione, dal primo soccorso alle manovre antincendio, per le persone che sono alla loro prima esperienza». Intanto si cerca anche un secondo veicolo per migliorare la gestione dei turni e per assistere i cittadini che non sono autonomi negli spostamenti.
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