La scuola dell’infanzia “Vanini e Piccinelli” di Brinzio potrebbe non riaprire a settembre. Al momento il numero di iscritti è inferiore alla soglia stabilita per legge, e se la situazione non cambierà il paese sarà costretto a rinunciare alla struttura.
La notizia è stata comunicata dall’Ufficio scolastico territoriale alla direzione didattica, spiega oggi il quotidiano La Prealpina: le dieci adesioni fino a qui raccolte in vista di settembre non sono sufficienti per garantire l’apertura dell’asilo nido. La soglia minima da raggiungere è di quindici iscrizioni, obiettivo che potrebbe rivelarsi difficile da raggiungere anche a fronte del fatto che – si apprende sempre dal quotidiano locale – ci sono famiglie degli attuali iscritti che hanno già optato per un cambio di struttura.
Alcuni genitori residenti nel piccolo borgo si sono rivolti ad altri plessi dell’istituto comprensivo, dove i posti però erano già stati tutti assegnati. Se la situazione non si risolverà per il meglio, queste famiglie saranno costrette a scegliere una scuola dell’infanzia non proprio dietro l’angolo.
Anche il Comune di Brinzio, appresa la notizia, si è attivato. E questa sera, dopo il consiglio comunale, il sindaco e il resto dell’amministrazione incontreranno le famiglie per una assemblea civica in cui si discuterà del problema. In mattinata il gruppo consiliare di minoranza, Brinzio 2.0, ha pubblicato una nota riguardante la possibile chiusura dell’asilo. La alleghiamo di seguito.
E’ con profondo sconcerto e grandissima preoccupazione che apprendiamo della decisione dell’Ufficio Scolastico Provinciale di chiudere, a partire dall’anno scolastico 2025-2026, la scuola dell’infanzia “Vanini e Piccinelli” di Brinzio.
Questa notizia, che tra le altre cose ci é stata comunicata dai giornali prima che dall’amministrazione comunale di cui facciamo parte, toglie alle famiglie di Brinzio e dei paesi limitrofi un servizio essenziale e non tiene conto minimamente delle difficoltà nelle quali mette genitori e bambini.
Con la chiusura dell’asilo di Brinzio, istituito nel 1888 e patrimonio storico del paese, si toglie l’unica scuola dell’infanzia statale al servizio delle nostre comunità, e si spingono le famiglie a doversi spostare fino a Varese per poter usufruire di un servizio essenziale e di primaria importanza, scaricando su di essi i costi e indubbie difficoltà.
Con l’asilo andiamo a perdere un grande realtà educativa di Brinzio, donata ai Brinziesi da persone lungimiranti, e portata avanti con fatica da generazioni di nostri concittadini, che sono stati prima alunni, poi padri e infine nonni di bambini che tuttora lo frequentano.
Come Brinzio 2.0 chiediamo da subito un incontro con il provveditore prof. Giuseppe Carcano e con l’amministrazione comunale (a cui chiediamo inoltre di esprimere pubblicamente una posizione chiara al riguardo), in modo da poter trovare una soluzione condivisa che possa permettere ai nostri bambini di poter frequentare il nostro asilo anche per gli anni a venire.
I consiglieri comunali Riccardo Branca, Roberto Piccinelli e Sara Sinigaglia
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