Bedero Valcuvia | 6 Aprile 2025

Bedero Valcuvia, la giornata ecologica al Murinasc “un viaggio nel tempo e nella consapevolezza”

Il racconto di uno dei volontari che una settimana fa si è speso per ripulire il torrente dai rifiuti: «Un viaggio nel tempo. E nella coscienza.»

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«Piccoli impegni che però possono fare la differenza a livello locale»: il riassunto della giornata vissuta lo scorso sabato 29 marzo da un gruppo di volontari della Pro loco di Bedero Valcuvia che si sono adoperati per la pulizia del torrente Murinasc.

La mattinata ecologica, a cui hanno preso parte anche dei volontari dell’associazione Amo Madre Terra, tra cui l’insostituibile Ermanno Masseroni, è stata proposta con lo scopo di portare a termine la pulizia del torrente iniziata un anno fa.

Tanti i rifiuti raccolti in un luogo immerso nella natura ma che, negli anni, è stato anche una discarica vera e propria, tanto da portarne i segni ancora oggi. E tante anche le riflessioni scaturite da questa giornata, come ha ben raccontato uno dei partecipanti all’iniziativa in qualche riga pubblicata sul sito della Pro loco di Bedero Valcuvia.

Ecco le sue parole.

Oggi siamo stati a Murinasc, lungo le rive del torrente che attraversa la nostra valle. Un luogo incantevole, ma segnato da una storia difficile: un tempo questa zona era una vera e propria discarica. E ancora oggi, ne porta i segni. Plastica, ferraglia, bottiglie, vetri, vecchi oggetti dimenticati. Alcuni sembrano emersi da un’altra epoca, altri raccontano abitudini recenti.

Camminare lì, tra le foglie e l’acqua, è stato come attraversare la memoria del paese. Un viaggio nel tempo. E nella coscienza.

Da medico, non posso fare a meno di pensare alle microplastiche. Ascoltando il podcast del dottor Andrew Huberman, ho scoperto quanto queste particelle – microscopiche, invisibili – siano ormai ovunque: nel cibo, nell’acqua, nell’aria.  E anche dentro di noi. Alcuni studi mostrano che possono accumularsi nei polmoni, nella placenta, perfino nel cervello. E che possono influenzare il nostro sistema ormonale, la fertilità, e forse anche la salute mentale.

Sapere tutto questo non è una condanna, ma un invito alla consapevolezza. Ogni scelta quotidiana – usare meno plastica, preferire materiali riutilizzabili, evitare l’usa e getta – può fare la differenza. Per la salute dell’ambiente, e per la nostra.

Eppure, c’è un altro livello, più profondo, che ho vissuto oggi. Stamattina, onestamente, non avevo voglia di venire. Ma una volta qui, con le mani nella terra e i piedi nell’acqua, qualcosa è cambiato. Cercare tra i rami e il fango i resti di plastica e spazzatura è diventato quasi una forma di meditazione. Come se fossimo cercatori d’oro in un fiume, ma al contrario: cercavamo ciò che doveva essere tolto. Un’esperienza sensoriale intensa, particolare. Ho sentito gratitudine. Connessione. Comunità.

E poi, come se la natura volesse mandarmi un segno, tra i sassi ho trovato una moneta da 100 lire del 1958. La Repubblica, forse, che per un attimo ha ricambiato il gesto. Un piccolo regalo dal passato. Un simbolo, silenzioso ma potente, che mi ha ricordato che ogni atto di cura lascia una traccia. Anche quando non la vedi subito.

Siamo venuti per pulire un torrente. E ci siamo ritrovati a pulire un pezzo di storia. E un pezzo di noi.

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