(a cura del Tavolo per il Clima di Luino) Esiste un’alternativa al turismo di massa, o a quello “mordi e fuggi”? Esiste la possibilità di ri-scoprire un genere di vacanza davvero a misura d’uomo e non fonte di stress, che ci permetta di ri-trovare ritmi più naturali, centellinando il tempo per assaporare ogni istante come benefica fonte di recupero non solo di forze fisiche, ma anche come nutrimento dello spirito, restituendoci spesso un passato dimenticato, con le sue tradizioni, i suoi usi e costumi?
Questa inversione di tendenza ci permetterà di ri-trovare il gusto per le cose semplici, senza dover per forza rincorrere mode e abitudini che rendono le nostre giornate superficiali o troppo sature di informazioni superflue e fuorvianti?
Esiste, insomma, un concetto diverso di “viaggio”, che ci permetta di ri-conoscere luoghi a noi vicini, insegnandoci a ri-valutare tanti piccoli gioielli paesaggistici nascosti e/o sottovalutati?
L’Italia per molto tempo fu ambita meta di aristocratici villeggianti che, attraverso la moda del “Grand Tour” intraprendevano lunghi viaggi attraverso l’Europa continentale spingendosi, spesso, anche verso il lago Maggiore. Oggi, invece, sogniamo luoghi esotici, isole tropicali, città cosmopolite, seguendo itinerari che valicano addirittura i continenti allontanandoci sempre di più dalle radici.
Un turismo che oggi ha un impatto sempre più rilevante sul nostro modo di vivere, poiché è responsabile di circa il 10% delle emissioni globali, che aumenteranno del 5% annuo, arrivando a 8,4 giga tonnellate di emissioni di CO2 nel 2030.
Ecco allora farsi strada l’idea di promuovere una sostenibilità ambientale, sociale ed economica dei territori attraverso scelte consapevoli che rimettano al centro dell’attenzione l’identità stessa dei luoghi. Per questo motivo è nata una nuova forma di turismo, che, attraverso “azioni virtuose” riporta il concetto di vacanza in una dimensione rispettosa dell’habitat e della popolazione locale.
Parole d’ordine di questo nuovo concetto di turismo: destagionalizzazione, delocalizzazione, spostamenti in autobus/treno, bici, a piedi; alloggi eco-friendly. “Staccare la spina”? No: occasione per fare nuove esperienze, a contatto con la natura, a zero impatto ambientale, promovendo il rispetto per le comunità locali.
Nel nostro territorio dal 2020 esiste una realtà che ha saputo trasformare la tragedia del Covid in un’opportunità per la riscoperta e valorizzazione dei nostri luoghi occupandosi di “rigenerazione territoriale, aree marginalizzate e turismo lento attraverso processi partecipati”.
L’associazione di Promozione Sociale Tracciaminima, nasce con l’idea di una grande avventura: percorrere a piedi il giro del lago Maggiore, riappropriandosi “degli spazi aperti, usare i sentieri come fili per ricostruire un tessuto territoriale, per unire di nuovo le sponde”.
Un progetto nel quale le comunità locali diventano protagoniste della pianificazione e gestione dei loro territori attraverso “progetti partecipati” che permettano un “turismo lento e sostenibile in grado di trasformare non solo chi viaggia, ma anche chi accoglie”.
E di questo sogno Ambra Molinari (Travel Designer) ed Elia Origoni (Accompagnatore di Media Montagna) hanno parlato giovedì 27 marzo scorso a Palazzo Verbania, in una serata dal titolo Esistono viaggi sostenibili?, organizzata da CAST ONG di Laveno Mombello e Tavolo per il Clima di Luino, propedeutica all’escursione guidata di sabato 12 aprile ai mulini di Turro, alla quale seguirà lo svolgimento del “Cammino del Lago Maggiore”, che, dal 24 aprile al 4 maggio si snoderà in senso orario con 11 tappe partendo da Sesto Calende.
Valeria Squitieri, nella sua duplice veste di Assessore della Comunità Montana Valli del Verbano e consigliera comunale responsabile delle tematiche specifiche del trasporto e del turismo, ha ricordato che la pista ciclopedonale del lago di Varese rappresenta il fiore all’occhiello della mobilità del Varesotto, essendo una delle più lunghe d’Italia. Ora più che mai, dunque, «siamo ad un punto di svolta per un cambiamento verso la sostenibilità, che ha un ruolo importante anche nel turismo».
Per questo motivo procede speditamente il progetto “Andar per Valli” realizzato da Lipu e Touring Club Italiano con Comunità Montana Valli del Verbano.
Mariella Martorana, referente del Tavolo per il clima di Luino, ha ribadito la volontà di concretezza, soprattutto per quanto riguarda la mitigazione climatica, attraverso iniziative e progetti quali la Comunità Energetica, la Stoviglioteca, il recupero delle eccedenze alimentari a cura della Chiesa Valdese, il Monitoraggio Civico, le attività di PCTO (Percorsi per le Competenze Trasversali e per l’Orientamento) e Impronta Carbonica nel Liceo Scientifico “Sereni” e ISIS “Città di Luino”. Ha ricordato anche che, tra le collaborazioni con associazioni esterne, la sede di Laveno del liceo Sereni collabora proprio con il team di Tracciaminima.
È stata poi la volta dei due relatori, i quali si sono chiesti se, per caso, l’eventuale progettazione di viaggi sostenibili non sia una provocazione. Sicuramente, però, il progetto di turismo intorno al lago Maggiore rappresenta un motivo di riflessione.
«Sarà un viaggio nel contesto di questo cammino a mezza costa intorno al lago unendo due Stati, tre provincie e tre regioni». La stessa definizione di “grand tour”, che culminò con il viaggio dello scrittore Johann Wolfgang von Goethe, il quale effettuò il suo in Italia dal 1786 al 1788, ci ricorda che «Il viaggio incomincia nel momento in cui inizi a sognarlo e, nel momento in cui qualcuno te lo racconta, suscita emozioni che ti spingono a progettarlo; si tratta solo di indossare gli scarponi e… partire!»
Per quanto riguarda i progetti di Tracciaminima, «un conto è calare un progetto dall’alto, altro è andarlo a costruire insieme alle persone che abitano sul posto. Ecco perché si tratta di “cammino partecipato”, così come la mappatura, che unisce i sentieri cercando le guide dei territori per organizzare le uscite».
Ma ogni percorso si può definire realmente accessibile a tutti? Per questo motivo è stato dedicato un anno al lavoro con tutti coloro che vivono esperienze di escursionismo in un modo diverso, che i normodotati non possono immaginarsi.
Quali potevano essere le barriere architettoniche presenti? A volte banalmente anche un fondo stradale rovinato diventa un ostacolo per chi è in sedia a rotelle. Altre uscite hanno coinvolto sordi e ciechi e sono state affrontate tematiche diverse, come quelle culturali.
Un esempio per tutti: la commemorazione del 25 aprile in territori in cui la Resistenza è stata importante. La presenza di un interprete LIS può essere risolutiva.
Per coinvolgere altre persone diversamente abili esistono invece applicazioni come “Easy Vision”, un sistema che rende possibile la visita di musei, siti archeologici, luoghi di interesse storico e culturale difficilmente accessibili: tramite un QRcode applicato all’ingresso si agevolano tutti coloro che, per diversi motivi (disabili motori, anziani, ecc.), hanno difficoltà di accesso.
Anche per il camminamento del lago Maggiore il team di Tracciaminima da quattro anni sta verificando tutte le possibili criticità, affinché sia il territorio stesso a riconoscere la sostenibilità di tutta l’infrastruttura, permettendo al camminatore di essere in linea con il progetto.
Fondamentale sarà la “rete di referenti di tappa”, i primi che si metteranno in luce per raccontare il territorio, facendo scoprire quello che rappresenta quel tracciato, in modo tale da permettere agli ideatori, in un secondo tempo, di farsi da parte.
«Per noi sostenibilità (parola usata e abusata) deve funzionare nel tempo e di conseguenza è un processo molto lento. Dobbiamo essere contenti che arrivino i turisti, ma dobbiamo essere mediatori: prima unendo le sponde, poi favorendo la simbiosi tra turisti e abitanti. Ecco il significato di “turismo responsabile”: perché il territorio cresca, deve essere messa al centro la comunità ospitante. Per quanto ci riguarda ci immergeremo nel territorio attraverso le associazioni, gli abitanti del posto in veste di “affabulatori”».
Cos’altro bolle in pentola? “Acque basse, terre alte” è il progetto che si sta attuando presso alcune classi lavenesi del liceo Sereni, a cura del Teatro Periferico di Cassano in collaborazione con Tracciaminima, per riflettere con i ragazzi sulle potenzialità delle aree a margine.
All’interno del Comune di Angera è prevista la creazione di percorsi che orientino verso un turismo di un certo tipo, il progetto Mela, per incoraggiare lo scambio intergenerazionale, puntando a diventare un modello di turismo sostenibile e partecipativo.
Ci saranno anche podcast, registrazioni per raccontare il territorio da parte dei ragazzi delle scuole: sarà dunque un prodotto turistico diverso rispetto a quello di massa.
Tracciaminima gestisce anche l’ostello dei “Ribelli della montagna”, a Lozzo, in val Veddasca: «Un piccolo avamposto delle aree interne, per dare valore al raccontare in prima persona».
Tra i vari progetti e i sogni nel cassetto c’è anche qualcosa di molto concreto, ovvero l’adesione alla rete RIFAI (Rete Italiana Facilitatori Aree Interne), che raggruppa associazioni di persone che vivono in luoghi destinati allo spopolamento.
Lavorare in queste aree, che vivono lontane dai riflettori del turismo di massa, consente a Tracciaminima di promuovere anche il “turismo delle radici”, basato sulla ricerca delle proprie radici familiari, sul recupero dei luoghi e delle tradizioni del passato; questo progetto, inserito nel PNRR, è finanziato dal Ministero degli Esteri.
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