Canicole, periodi di siccità e tempeste hanno incisivo negativamente, durante l’ultime decennio, sulla salute e sulle condizioni dei boschi svizzeri. E’ quando emerge dal rapporto forestale 2025, curato dall’Ufficio federale dell’ambiente e dall’Istituto federale di ricerca per la foresta, la neve e il paesaggio.
Si tratta di un dettagliato report (qui la versione integrale) che mette in fila problematiche, danni ambientali e strategie per il futuro e per la valorizzazione della aree boschive della Confederazione elvetica.
Condizioni fitosanitarie spesso precarie
Dal 2015 ad oggi sono aumentati i fenomeno meteorologici estremi, anche in conseguenza del cambiamento climatico: «Gli eventi siccitosi, le tempeste e gli incendi boschivi, in combinazione con organismi nocivi ed elevati apporti di azoto, stanno mettendo a dura prova il bosco – viene sottolineato nel report – tanto che oggi il suo stato generale è considerato fragile. In alcune regioni, come ad esempio nel Giura (cantone della Svizzera romanda, ndr), le condizioni sono addirittura critiche».
La situazione impatta sulla filiera del legno: «Un bosco indebolito è meno resistente e più vulnerabile a malattie e parassiti, come ad esempio il bostrico. Per questo motivo si sono registrate anche più utilizzazioni forzate, ovvero raccolte premature di alberi danneggiati o caduti da destinare ad esempio alla produzione di energia attraverso combustione invece che alla fabbricazione di prodotti in legno».
Tendenza positiva per la biodiversità
Nel rapporto c’è spazio anche per le buone notizie. Il bosco svizzero è infatti un importante habitat di vegetali e animali, visto che circa il 40% delle specie censite in Svizzera vive nel bosco o dipende dallo stesso. «La biodiversità forestale ha registrato un’evoluzione leggermente positiva, in particolare è aumentato il numero di uccelli, gasteropodi e muschi. Tempeste e siccità producono più legno morto, essenziale per molte specie e spesso non raccolto dai proprietari. Negli ultimi dieci anni le zone protette nei boschi sono aumentate dal 5 al 7 per cento della superficie forestale».
Nonostante questo dato, il 13 per cento delle piante boschive e quasi la metà dei coleotteri che vivono nel legno morto si trovano, secondo gli esperti, in una condizione di pericolo. «Occorre quindi promuovere la biodiversità – evidenziano gli autori del report – lasciando i boschi allo stato naturale, proteggendo gli habitat minacciati e collegando meglio le aree forestali».
Capacità di adattamento: la sfida
Quanto agli obiettivi per il futuro, il tema principale è la conservazione a lungo termine di un ecosistema forestale sano e in grado di fornire legname: «Sono necessarie specie arboree più resistenti al cambiamento climatico e agli organismi nocivi. Inoltre la gestione forestale deve promuovere la diversità delle strutture, ad esempio scegliendo specie arboree idonee alle condizioni climatiche attese in futuro o effettuando interventi di rinnovazione». Tra i temi in primo piano c’è anche la riduzione dei danni provocati dalla selvaggina: «Occorre regolare le popolazioni di fauna selvatica».
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