Riceviamo e pubblichiamo una lettera inviata alla nostra redazione da un abitante di Castelveccana in merito alle difficoltà riscontrate quotidianamente sulle strade della Valtravaglia, dovute in particolare alla nuova chiusura di vari tratti della SP69 a Germignaga per i lavori sulla rete fognaria ma anche ad altri interventi attualmente in corso tra Porto Valtravaglia e Brezzo di Bedero.
Una situazione che rende complicato, per i residenti e per chi vi transita quotidianamente sia verso Luino che verso Laveno, circolare serenamente, senza troppi rallentamenti o senza rimanere imbottigliati nel traffico.
Ecco il testo integrale della lettera.
Gentile Redazione,
mi rivolgo a voi per questa lettera di sfogo relativa alla situazione del collegamento stradale tra Luino e Porto Valtravaglia, in quanto abitante del Comune di Castelveccana.
Da qualche mese sono ricominciati i lavori che hanno portato ad una nuova chiusura della strada provinciale SP69 che corre lungo il lago, obbligando i residenti di Porto Valtravaglia e Castelveccana a percorrere la strada provinciale SP31 che passa da Brezzo di Bedero.
La deviazione di per sé sarebbe il minore dei problemi, nonostante sia un disagio perché convoglia tutto il traffico della zona su una strada dove c’è anche il collo di bottiglia del semaforo della frazione di Muceno.
Il problema vero che sta rendendo il tragitto invivibile a tutti è la splendida idea di realizzare nello stesso momento anche due tratti di marciapiede nella zona tra Muceno e Domo, a Porto Valtravaglia, che in momenti diversi a seconda dell’avanzamento dei lavori aggiungono un ennesimo semaforo lungo la strada, il terzo se consideriamo anche quello di Germignaga, e adesso anche la riasfaltatura della strada tra Germignaga e Brezzo di Bedero. Il tutto senza contare i vari lavori temporanei (un giorno operai che palettano per taglio alberi, un giorno per lavori a proprietà private ecc.).
Per chi deve recarsi più volte al giorno a Luino fare questo tragitto di 10 km sta diventando una via crucis, che con l’inizio della stagione turistica in primavera potrà solo peggiorare.
In tutto questo la domanda è: era veramente necessario fare ora i nuovi marciapiedi e soprattutto riasfaltare questa maledetta strada? Le amministrazioni di questi tre Comuni non potevano pensare di aspettare la riapertura della SP69 tra un paio di mesi (si spera!) venendo incontro ai propri cittadini?
I lavori in questione sono sacrosanti e necessari, questo non viene messo in dubbio, la critica sono le tempistiche veramente assurde e frustranti: le orecchie delle figure che hanno pianificato tutto questo fischieranno certamente più volte al giorno e non certo per pensieri lusinghieri.
So bene che questo sfogo è inutile, ma scommetto che tanti abitanti della zona condivideranno questi sentimenti di frustrazione e saranno altrettanto stufi della situazione. Non ci resta che augurarci almeno che la riapertura della SP69, quando arriverà, sarà finalmente definitiva.
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