Prosegue domani, domenica 20 settembre l’iniziativa “Chiese Aperte”, pensata per far conoscere alcuni dei numerosi luoghi di culto della Valtravaglia che custodiscono importanti testimonianze della storia, dell’arte e della devozione popolare del territorio.
Quello di domenica sarà il penultimo appuntamento della stagione: l’ultimo è in programma il prossimo 15 ottobre. Per l’occasione saranno quattro le chiese protagoniste dell’iniziativa: San Genesio e San Giorgio a Sarigo, San Giovanni Battista presso il cimitero di Germignaga e Santa Veronica a Caldè.
Proprio quest’ultima rappresenta una delle tappe di maggiore interesse della giornata. La piccola chiesa di Santa Veronica, infatti, conserva una storia antica e strettamente legata alle vicende del territorio e dell’antico sistema fortificato del Castello di Travaglia.
Alle sue origini, l’attuale chiesetta di Santa Veronica era molto probabilmente una delle cappelle sorte per offrire un luogo di devozione e, al tempo stesso, un punto di riparo per pastori e contadini. Nel caso di Caldè, la sua funzione doveva essere legata anche agli uomini che vivevano e lavoravano all’interno del vicino sistema fortificato: armigeri e serventi del Castello.
L’esistenza dell’edificio è già documentata in fonti risalenti al XIII secolo. La chiesetta era infatti compresa nel complesso delle fortificazioni del Castello di Travaglia, che sorgeva sulla sommità della Rocca.
Ai piedi della Rocca, sul versante rivolto verso levante, ancora oggi si trova il borgo denominato Castello. Secondo la ricostruzione storica, l’abitato potrebbe aver rappresentato in origine una pertinenza del sistema fortificato, destinata alle famiglie degli armati e dei serventi. Attorno a questo primo nucleo abitativo si sarebbe poi progressivamente aggregata la popolazione del contado.
La piccola chiesa diventa così una testimonianza non soltanto religiosa, ma anche della struttura sociale e insediativa che caratterizzava questo angolo della Valtravaglia nel corso dei secoli.
A rendere particolarmente preziosa Santa Veronica sono anche gli affreschi che si conservano al suo interno, ancora oggi pienamente leggibili e databili ai primi anni del Cinquecento.
Le pitture rappresentano una significativa testimonianza della produzione artistica e della religiosità dell’epoca e aggiungono un ulteriore motivo di interesse alla visita. Entrare nella piccola chiesa significa quindi compiere un viaggio attraverso secoli di storia locale, dal sistema fortificato medievale fino alle testimonianze artistiche del Rinascimento.
Un patrimonio che rischia facilmente di rimanere poco conosciuto, anche a causa della particolare posizione della chiesetta, che per buona parte dell’anno resta chiusa.
L’iniziativa “Chiese Aperte” offre proprio l’opportunità di riscoprire questi luoghi, spesso appartati ma capaci di raccontare, attraverso architetture, affreschi e documenti, la storia delle comunità che li hanno costruiti e frequentati.
Domenica 20 settembre sarà quindi possibile conoscere da vicino quattro edifici di culto della Valtravaglia, in un percorso che unisce arte, storia e tradizione religiosa.
La giornata a Santa Veronica si concluderà alle ore 17 con la celebrazione dei Vesperi, momento che accompagnerà la chiusura dell’appuntamento in un contesto particolarmente suggestivo.
Per chi desidera conoscere più da vicino il patrimonio storico e artistico della Valtravaglia, quella di domenica rappresenta dunque una preziosa occasione per varcare la soglia di una piccola chiesa che, nonostante le dimensioni, conserva una storia profondamente intrecciata a quella del territorio.
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