Un corso teorico obbligatorio per chi prende con sé un cane per la prima volta, ma anche per chi non ha avuto cani nei dieci anni precedenti l’arrivo in casa di un nuovo amico a quattro zampe. Lo propone il Dipartimento della sanità del Canton Ticino all’interno di un progetto che prevede modifiche legislative per migliorare il servizio di soccorso per gli animali.
Un servizio che oltre confine ha diverse funzioni, tutte importanti per consentire l’intervento tempestivo ed efficace delle autorità in presenza di rischi sanitari o di situazioni che non garantiscano l’incolumità degli animali.
Il servizio è gestito da enti cantonali, Comuni e Società di protezione animali (Spa), e potrebbe essere in parte modificato, attraverso il progetto del Dipartimento, per migliorare il coordinamento tra gli enti coinvolti e continuare a garantire la prontezza degli interventi, a fronte di un aumento, già registrato, del numero di cani presenti in Ticino, così come degli interventi effettuati. E tenuto conto, inoltre, dei nuovi requisiti di autorizzazione e formazione per poter svolgere le attività.
La proposta del corso obbligatorio è solo uno dei punti presenti nel progetto. «La formazione, il cui costo rimarrebbe a carico dei partecipanti, servirà a fornire le competenze necessarie per una gestione responsabile dell’animale, a tutela del suo benessere e a favore di una convivenza sicura e armoniosa con la comunità», fa sapere il Dipartimento della sanità.
Nel piano è presente anche l’istituzione di un ente unico per gli interventi (la cui gestione risulta ad oggi frammentata), che riguardano ad esempio il ricollocamento degli animali prelevati dalle autorità e il soccorso di quelli – domestici o selvatici – in pericolo. La proposta prevede poi la nascita di un Fondo per sostenere attività di prevenzione e soccorso (finanziamento di campagne di sensibilizzazione, acquisto di attrezzature, formazione di collaboratori) e infine la modifica della tassa sui cani.
Quest’ultimo punto «prevede, a fronte dell’attuale importo stabilito da ciascun Comune entro i 50 e i 100 franchi (media di 72 franchi), di portare il minimo a 75 franchi e il massimo a 125 franchi – specifica il Dipartimento della sanità – Questa modifica consentirà di mantenere l’autonomia dei Comuni nella determinazione della tassa per adattarla alle specificità locali».
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