Luino | 8 Gennaio 2025

Luino, «Al centro sportivo Le Betulle zero manutenzione, sensazione di abbandono. Chi controlla?»

Un lettore ha scritto alla nostra redazione per descrivere lo stato manutentivo della struttura gestita da Forus, soprattutto negli spogliatoi: «La situazione è degenerata»

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Riceviamo e pubblichiamo la lettera che un nostro lettore ha voluto inviarci per raccontarci la sua recente esperienza di utente del centro sportivo Le Betulle di Luino, struttura comunale in gestione, da alcuni anni, alla società Forus.

In queste righe l’autore della lettera descrive una serie di carenze a livello manutentivo riscontrate sia all’esterno (parcheggi, cura del verde) sia all’interno del centro (spogliatoi, piscine, bagni).

Ecco il testo integrale della lettera.

Caro Luino Notizie, durante le vacanze mi è capitato di frequentare i locali del centro sportivo Le Betulle dato in gestione dal Comune di Luino alla società Forus. Sono rimasto allibito dello stato della struttura in generale.

Il parcheggio non ha una riga che delimiti il parcheggio delle auto (infatti tutti parcheggiano a piacere, per non usare altre parole), non esiste una zona di parcheggio per le biciclette (hai voglia a spingere la mobilità sostenibile), le zone a verde sono abbandonate: piante mezze secche, sporcizia nelle aiuole, erba a chiazze (davanti al campetto di basket sembra ci vivano i bisonti da tanto è dissestato il manto erboso).

Ma quanto ritengo più grave è lo stato manutentivo della struttura in generale. La zona piscina è tale e quale a 30 anni fa, se escludiamo qualche cartello pubblicitario e qualche “foglio” di avviso sparso qua e la. Gli spogliatoi delle piscine (ci sono stato personalmente) sono forse ancora peggio: ho fatto alcune foto della muffa che è presente in diverse docce, muri e soffitto che si scrostano, piastrelle che sono vicine al “collasso” data la manutenzione assente. Il bordo piscina in più punti ha le piastrelle spaccate e/o sbeccate, cosi chi esce dal bordo rischia sempre di tagliarsi o graffiarsi.

Finita la mia sessione di nuoto, sperando di non aver respirato qualche spora delle muffe presenti o altro, ho aspettato mia figlia alla fine di un allenamento di basket. Anche qui, meglio evitare commenti. Il bagno disabili era chiuso con un foglio che indicava di chiedere la chiave in segreteria: ora se vado in bagno (e sono disabile) mi risulta un po’ complesso andare a chiedere le chiavi in una segreteria dove se mi va bene devo “balzare” 3 marciapiedi, ma soprattutto, se mi dovesse scappare una sera alle 22.00 mentre sto guardando una partita di basket e la segreteria fosse chiusa, come farei?

Poi sono entrato negli spogliatoi dove mia figlia si era cambiata (e immancabilmente dimenticata la sciarpa): e forse qui lo stato degli spogliatoi era peggio di quello degli spogliatoi delle piscine. Docce con muffa ovunque, piastrelle sporche, muri che si scrostano, doccioni che sparano acqua ovunque tranne dove devono, sciacquone del water rotto. Insomma una sensazione di abbandono pazzesco.

Ora, da cittadino, mi chiedo in primis dove sono le autorità competenti ai controlli circa la salubrità degli ambienti dove i cittadini (soprattutto bambini e ragazzi) accedono giornalmente quali ATS o ARPA?

In secondo luogo mi chiedo come mai il Comune non intervenga imponendo una manutenzione ordinaria alla società che ha in gestione una struttura pubblica, ovvero una struttura che è stata costruita con i soldi dei cittadini e dei contribuenti luinesi. Non vorrei che, come nelle migliori situazioni italiane, il privato svolga attività di lucro utilizzando una struttura pubblica senza apportare migliorie e senza eseguire manutenzioni ordinarie, e poi alla fine del contratto la cittadinanza debba mettere mano al portafoglio per sistemare e rendere funzionante una struttura vecchia e decadente.

Credo che ormai il centro Le Betulle sia in queste condizioni da almeno 10 anni, ma post Covid e con l’ingresso della nuova società di gestione Forus (sui giornali abbiamo letto tutti delle vicissitudini della stessa società in altri comuni del Varesotto) la situazione sia davvero degenerata.

Personalmente non sono contro alla gestione privata di una cosa pubblica, anzi la ritengo un valore aggiunto, ma in questo caso mi sembra evidente che il privato pensi molto di più al proprio bilancio e al proprio profitto che a mantenere e sviluppare un centro sportivo degno di questo nome, soprattutto nel 2025.

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