Rancio Valcuvia | 6 Gennaio 2025

Don Enrico Broggini saluta la Valcuvia, ufficializzato il suo nuovo incarico a Lora

Ieri pomeriggio il parroco ha salutato la sua comunità pastorale in una solenne concelebrazione eucaristica nella chiesa parrocchiale di Rancio Valcuvia, alla presenza dei sacerdoti del Vicariato

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(a cura della Comunità Pastorale Gesù Misericordioso) La notizia è piombata all’improvviso al termine delle Messe festive prima di Natale: nessuno se l’aspettava e tutti siamo rimasti increduli nel sapere che il nostro parroco, don Enrico Broggini, ci lasciava per un nuovo incarico a Lora, quartiere comasco.

Poco il tempo per assuefarsi all’idea: ieri, domenica 5 gennaio alle 15, ha salutato la sua comunità pastorale in una solenne concelebrazione eucaristica nella chiesa parrocchiale di Rancio, alla presenza dei sacerdoti del Vicariato, delle autorità civili e di tanti, tanti parrocchiani, che hanno dimostrato l’affetto che li lega al loro parroco.

La comunità gli ha regalato un Breviario, come aveva richiesto lui perché aveva fatto sapere che il suo, dopo tanto pregare, era ormai completamente consumato. «Quando lo leggerò, penserò a voi!», ci ha detto, e siccome sappiamo che la lettura avviene giornalmente ci siamo commossi…

Don Enrico ha spiegato con semplicità e chiarezza che questo suo spostamento era stato stabilito già nel febbraio dell’anno scorso. Tre preti per una comunità di tremila persone erano troppi, quindi il Vescovo ha preferito trasferire lui in una zona più centrale della diocesi, visto anche i suoi impegni di Ausiliare Esorcista e Consigliere diocesano del Rinnovamento dello Spirito, che lo obbligano a lunghi spostamenti. Gli ha lasciato il tempo per accompagnare il giovane vicario, don Valerio, a diventare il parroco della nostra comunità.

Don Enrico è stato con noi solo tre anni e mezzo e sembra proprio ieri quando lo incontrammo per la prima volta e ci disse che gli faceva piacere ritornare in Valcuvia e, vista l’età, pensava di rimanere con noi fino al pensionamento. Già allora gli era stato affidato un non facile compito perché doveva dar vita a una nuova comunità pastorale, formata da Rancio Valcuvia, Bedero Valcuvia, Ferrera di Varese, Cassano Valcuvia e Masciago Primo, ben cinque parrocchie, disseminate nella Valli Varesine. In un primo tempo era affiancato solo da un anziano prete, don Siro Invernizzi, ma presto è arrivato don Valerio, oggi già molto amato ed apprezzato da tutti. Nel cuore rimane l’abbraccio tra i due sacerdoti, passaggio di un testimone di stima e affetto.

Ricorderemo don Enrico per la sua spiritualità profonda, per la sua fede vissuta nell’incontro e nella imitazione di Cristo, per averci fatto comprendere l’importanza della preghiera, per le sue catechesi, in cui ci insegnava che la via che conduce a Dio è prima di tutto una piena e fiduciosa disponibilità del cuore a mettersi in cammino verso un Mistero che non si conosce, ma si desidera incontrare, fissare, provare.

Pensiamo che in questi anni tra noi abbia lavorato per creare una comunità viva che celebra, prega e testimonia nella vita di ogni giorno il Signore Risorto. Forse lo abbiamo deluso perché oggi l’indifferenza e il disimpegno ci portano a camminare faticosamente dietro a Cristo e a cercare il senso della vita lontano da Lui.

Mancherà anche al nostro Vicariato di Canonica perché era il responsabile del “Gruppo Liturgico”. Tutti rammentano la bellezza, l’essenzialità, l’accuratezza e lo spessore delle celebrazioni animate da lui. Faceva attenzione al linguaggio della parola, del canto, del silenzio, degli spazi celebrativi, dei tempi di svolgimento, dell’arredo sacro perché il senso del mistero trascendente fosse offerto in una forma bella e performativa.

Ci mancherà il “Cenacolo Mariano”: itinerario mensile di preghiera nella raccolta chiesina di S. Pietro, concentrato sulla spiritualità mariana, che raccoglieva vari aspetti della devozione alla Madonna e in cui si pregava particolarmente per la pace, tema a lui caro.

Ha guidato il “Gruppo Caritas” parrocchiale e il “Gruppo Missionario”, di cui ne curava particolarmente la formazione, punto di partenza e forza del cammino caritativo, che si esprimeva nell’incontro con le famiglie, nella visita degli ammalati, nella vicinanza ai più piccoli.

Don Enrico ci ha testimoniato la sua sofferenza per la guerra. E’ stato particolarmente toccato dalla guerra in Ucraina ed aveva ospitato profughi da quella terra. Ha poi sensibilizzato e coinvolto la comunità in una raccolta fondi, che lui stesso ha portato alle vedove in Ucraina.

A Cassano ha subito provveduto a riparare la cappellina della Madonna, danneggiata da infiltrazioni d’acqua: attenzione non solo alle persone, ma anche alle strutture parrocchiali.

Gli abitanti Ferrera gli saranno eternamente grati perché ha dotato la Chiesa parrocchiale di un moderno impianto di riscaldamento, togliendoli dall’angustia di ascoltare la Messa stipati in sacrestia. Lo stesso faranno i ragazzi del Grest, perché ha ampliato i servizi igienici dell’oratorio: vero problema quando un’ottantina di ragazzi ne invadeva gli spazi.

Troppo poco tempo ci ha lasciato il Vescovo per conoscerci sempre meglio e continuare a lavorare insieme. Tempo di cambiamento, quindi, sia per la nostra comunità che per il nostro don, che va incontro a nuove realtà, ma, come ha detto una rappresentante del Consiglio Pastorale Parrocchiale a nome della comunità: “Siamo certi che lo Spirito Santo che ti porta altrove, saprà donare altrettanta grazia alla tua nuova missione”.

Davvero strana e bella è la vita del prete: è chiamato ad amare fino in fondo e gratuitamente le persone di cui è pastore, ma non deve legarsi ad esse perché un sacerdote non appartiene ai suoi fedeli, ma al Signore.

A don Enrico un grande grazie e l’augurio di avere la gioia di rimettersi al lavoro e la forza di ricominciare, testimoniando, come ha fatto con noi, che al centro del suo cuore e dei suoi pensieri c’è l’amore per Cristo, la sua Parola e la sua Chiesa.

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