Un laccetto verde portato al collo e decorato con immagini di girasoli. Questo è quello che in inglese viene chiamato “sunflower lanyard”, in italiano tradotto poi come “cordino girasole”, ovvero un simbolo che consente al personale di riconoscere e offrire assistenza adeguata a chi lo indossa, senza la necessità di dichiarare esplicitamente la propria condizione.
L’iniziativa ha avuto origine nel 2016 all’aeroporto di Gatwick, nel Regno Unito, per supportare i passeggeri con esigenze speciali durante i viaggi, perché consente segnalare in modo discreto la presenza di disabilità non visibili, come disturbi dell’apprendimento, condizioni neurologiche o malattie croniche. Da allora, l’uso del cordino girasole si è diffuso in oltre 145 aeroporti internazionali e in vari settori, tra cui supermercati, ospedali e luoghi pubblici, per promuovere un ambiente più inclusivo e consapevole delle disabilità nascoste.
Anche in Italia l’adozione del cordino girasole è sempre più diffusa, con iniziative promosse da associazioni come APMARR Aps, che mira a sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni sull’importanza di riconoscere e supportare le disabilità invisibili. Recentemente, il Consiglio Comunale di Torino ha approvato una mozione per diffondere l’uso di questo simbolo nei luoghi pubblici, evidenziando l’impegno delle amministrazioni locali nel garantire maggiore supporto nei confronti di tutti i cittadini.
Nel Luinese, l’introduzione del cordino girasole potrebbe rappresentare un passo significativo verso una comunità più inclusiva e attenta alle esigenze di tutti i suoi membri. La diffusione di questo simbolo nei servizi pubblici, nei trasporti e nei luoghi di aggregazione contribuirebbe a migliorare l’accessibilità e a ridurre le barriere invisibili che molte persone affrontano quotidianamente.
Per ottenere un cordino girasole, è possibile ordinarlo tramite il sito ufficiale del progetto internazionale, visitando il portale hiddendisabilitiesstore.com, oppure rivolgersi alle associazioni locali che promuovono l’inclusione delle persone con disabilità non visibili. In Italia, alcune realtà territoriali forniscono direttamente il cordino su richiesta, spesso senza alcun costo o con un contributo simbolico.
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