Bedero Valcuvia | 26 Dicembre 2024

A Bedero Valcuvia il Natale si accende grazie al Gruppo dei papà

Il presepe del paese è un racconto dall’alba al tramonto di un piccolo viaggio nella vita e nella spiritualità di un villaggio, grazie ai papà che si sono impegnati alacremente

Tempo medio di lettura: 2 minuti

(a cura di Cesi Colli) Anche quest’anno il Gruppo dei papà di Bedero Valcuvia ha lavorato alacremente, dedicando tante sere dopo il lavoro, per far vivere un presepe che non cessa mai di stupire e di far ritrovare nei cuori l’incanto e la poesia del Natale, rinnovando quell’Avve­nimento che ha per protagonista un Bambino in cui la gloria divina risplende attraverso la povertà e la piccolezza.

Guardandolo, un “oh” di meraviglia sorge spontaneo di fronte al mistero che ci chiama a rivivere. È la meraviglia del “Ravi”, l’estasiato, il rapito, l’incantato, ossia la statuina di quello che non ha niente da portare, ma reca la cosa più importante: lo stupore. La sua bocca, le sue mani, infatti, esprimono proprio questo senso di meraviglia ingenua di fronte all’evento più straordinario.

Anche noi ritroviamo lo stesso incanto davanti a un presepe dove tutto viene portato ad unità attraverso un ricco gioco di luci, di musica e immagini, che raccontano in modo emozionale ed evocativo la Natività, collocata al centro della scena e contornata da immagini di vita, di laboriosità quotidiana e di luoghi del nostro paese.

Il presepe di Bedero Valcuvia è un racconto dall’alba al tramonto di un piccolo viaggio nella vita e nella spiritualità di un villaggio. È ancora notte, la volta del cielo è un tripudio di stelle, poi, accompagnata dal canto tanto caro agli alpini “Gran Dio del cielo, Signore delle cime”, si illumina la “Madonnina degli Alpini”, incastonata nei boschi del monte Scerè che sovrasta il paese, punto di riferimento e di memoria del Gruppo Alpini, dedicata a tutte le penne nere della valle e che dall’alto veglia e protegge Bedero e tutta la Valcuvia.

La melodia del canto degli uccelli annuncia l’alba, che coi suoi colori tenui illumina lo sfondo del presepe, da cui improvvise appaiano tutte le nostre montagne. Il giorno è carico di festa. Si odono il canto del gallo, il belare e il muggire degli armenti che vanno al pascolo, il vociare della gente che si risveglia e va al lavoro, lo scampanio di una piccola chiesetta arroccata su un monte…

Riscopriamo con occhi nuovi la vita quotidiana, che in certi aspetti può essere anche quella del paese e senza dubbio può essere simile a quella che c’era ai tempi di Gesù: c’è la locanda da Mario (chi non ricorda che Mario ha gestito per anni il Circolo del paese?), c’è la bottega del fruttivendolo, del falegname e di altri mestieri tipici delle nostre valli.

La Natività di Cristo è elemento dominante: una grotta dalla misticità più vera, piena di assoluta spirituale bellezza. Ombre, luci, immagini, colori, suoni ci circondano e ci conducono a questa bellezza, bellezza che troviamo nella grotta, come ci ricorda una voce fuori campo. E’ lì che incontriamo Gesù, immagine visibile della bellezza di Dio, quel Dio che il nostro cuore ha sete di incontrare. La bellezza della fede trasfigura in bellezza la vita.

Alla fine di questo viaggio un temporale e le tenebre che calano non cancellano in noi il desiderio di riprendere il nostro cammino, certi che il Signore non ci abbandonerà, mentre testimoniamo al mondo il suo amore, la sua salvezza e la sua bellezza.

© Riproduzione riservata

Vuoi lasciare un commento? | 0

Lascia un commento

"Luinonotizie.it è una testata giornalistica iscritta al Registro Stampa del tribunale di Varese al n. 5/2017 in data 29/6/2017"
P.IVA: 03433740127
Social Media Auto Publish Powered By : XYZScripts.com