Lombardia | 3 Dicembre 2024

Sanità, «Lombardia ottava in Italia, il declino continua»

Il consigliere regionale dem Samuele Astuti attacca nuovamente la gestione della sanità territoriale: «Problemi ancora numerosi, lunghe attese e disagi per i pazienti»»

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«Cup unico inefficiente, carenza cronica di personale sanitario, sanità territoriale in grave affanno e un rapporto con il privato che necessita di una revisione strutturale. Sono tutti problemi la cui risoluzione, di questo passo, rimarrà pura utopia». Interviene così il consigliere regionale del Partito democratico Samuele Astuti nel commentare la notizia, apparsa qualche giorno fa su Repubblica, del probabile scivolamento della sanità lombarda all’ottava posizione nella classifica nazionale, secondo le prime analisi del ministero della Salute.

«Il declino della sanità lombarda che denunciamo da anni è perfino peggiorato – attacca Astuti – e anche i dati ministeriali sembrano certificarlo. Non siamo mai stati tra i primi, ora siamo scivolati forse addirittura a metà classifica, nonostante i grandi ospedali pubblici di eccellenza che ancora resistono grazie a chi ci lavora. Del resto, qualunque sia la graduatoria definitiva e nonostante le continue promesse, i problemi nella nostra regione sono ancora numerosi e non accennano a migliorare».

«Il sistema di prenotazione unico – spiega il consigliere dem – è ancora lontano dall’essere realmente operativo e funzionale, causando lunghe attese e disagi per i pazienti: problemi tecnici, ritardi, test operativi disastrosi, funzionalità incomplete o difettose, integrazione caotica con i sistemi regionali esistenti, gestione a singhiozzo di ricette elettroniche, anagrafe pazienti e pagamenti, componenti del sistema che non dialogano tra loro. Inoltre, manca una visione strategica per gestire al meglio i rapporti con la sanità privata, con il rischio di favorire i grandi gruppi a scapito dell’equità di accesso alle cure per tutti i cittadini».

«La nostra regione sconta, poi, una carenza cronica di medici, infermieri e operatori sanitari, con concorsi che spesso non riescono a coprire i posti vacanti – prosegue – Il risultato è un sovraccarico di lavoro per il personale attuale e un calo della qualità del servizio. E i gettonisti, come abbiamo sperimentato molto bene, non possono certo rappresentare la soluzione, anzi».

«Per non parlare della riorganizzazione della sanità territoriale – continua –: le case e gli ospedali di comunità, che dovrebbero rappresentare il primo presidio per i cittadini, sono insufficienti, mal distribuiti sul territorio e ben lontani dall’essere completati e dotati di tutte le risorse previste dal decreto ministeriale».

«Questo risultato non è che il frutto di anni di politiche miopi e di scelte sbagliate che hanno favorito un modello inefficace e sbilanciato – conclude Astuti – Bisogna invertire subito la rotta della sanità lombarda, se si vuole salvarla e noi cercheremo di farlo con la nostra proposta di legge di iniziativa popolare per la quale abbiamo raccolto quasi centomila firme».

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