16 anni, studente dell’I.S.I.S. “Città di Luino”, indirizzo Finanza e Marketing, tanta determinazione, grande ambizione e con una presenza in referto tra le fila della Pallacanestro Varese, in quel di Trieste due settimane fa. Gabriele Turconi, classe 2008, ha le idee chiare ed il suo sogno è quello di calcare i più importanti campi della Serie A e dell’Eurolega, la massima competizione di basket a livello continentale.
Il 16enne luinese, dopo aver mosso i primi passi tra le fila del MiniBasket Luino, è stato contattato più volte, anche prima del Covid, dalla dirigenza della società varesina per il suo talento, ma a causa della pandemia tutte le trattative si erano bloccate, per poi tornare in auge, riuscendo a siglare un contratto ed entrando a far parte a tutti gli effetti del settore giovanile dal 2021.
Non solo Varese, però, ma anche importanti esperienze in nazionale, tra l’Under 15 e l’Under 16, con la quale ha disputato la scorsa estate l’Europeo in Grecia, ritagliandosi uno spazio di tutto rispetto tra i migliori giovani talenti in Italia.
Per questa ragione, anche a margine della convocazione per la partita giocata a Trieste dalla Pallacanestro Varese, abbiamo voluto accoglierlo in redazione, per intervistarlo. Ecco quello che ci ha raccontato.
Quali sono i tuoi primi ricordi legati al basket?
Ho iniziato a giocare a 4 anni, nel MiniBasket a Luino. Forse il primo ricordo che ho è quello di una 24 ore di basket, sul lungolago, dove ho iniziato a tirare a canestro grazie a mio papà che era dirigente della PVL… ne sono sempre stato incuriosito.
Che squadra tifavi da piccolo?
Ho sempre tifato per Varese.
E in NBA?
Non c’è una squadra in particolare, le ho sempre cambiate. In questo momento, però, dico Boston per Jayson Tatum.
A che giocatori italiano o straniero ti ispiri?
Dico Sergio Rodriguez, la sua personalità e le sue doti tecniche sono straordinarie.
Cosa ti lega alla Pallacanestro Virtus Luino?
Fino all’Under 13 ho giocato a Luino, in totale per ben 8 anni. Quindi ho condiviso allenamenti, partite, gioie e delusioni con i miei amici di scuola. Ci divertivamo tanto… poi è arrivata la chiamata di Varese…
Cos’hai pensato in quel momento?
Questo è il terzo anno che sono a Varese. Speravo arrivasse la chiamata, in realtà i contatti erano stati già avviati qualche anno prima, quindi è stata una cosa del tutto naturale…
E per quanto riguarda la prima chiamata in nazionale?
È arrivata nel dicembre 2022, con l’Under 15. Si trattava di un raduno a Novarello, di 3-4 giorni, ma solo per gli allenamenti. È stata un’esperienza molto bella con 20 compagni di pari età. Abbiamo lavorato molto sulla tattica e sulla conoscenza, è stato davvero formativo.
Come ti trovi nel settore giovanile di Varese?
Facciamo cinque allenamenti a settimane e due partite. Il livello è molto alto rispetto a Luino ed è molto stimolante. Gioco nell’Under 17 nel campionato Lombardia e nell’Under 19 nel campionato Piemonte. Non è facile con lo studio, ci vuole molto impegno, ma mi organizzo in base al tempo libero. Sui libri mi metto soprattutto la sera…
Cosa ti porti dietro dell’esperienza della scorsa estate, agli Europei con l’Under 16 in Grecia?
Sono stato convocato l’11 luglio, ma non l’avrei mai detto. Le mie aspettative, infatti, erano bassissime, a causa di infortuni vari che ho avuto. Sarei dovuto rimanere fermo due mesi, invece hanno deciso di convocarmi ugualmente. Così siamo stati fino il 28 luglio a Bassano, poi ci siamo trasferiti a Roma e poi siamo partiti per l’Italia.
Cos’ha significato per te rappresentare i colori azzurri?
Per me è un orgoglio, ma fortunatamente in situazioni di questo tipo riesco ad essere sempre tranquillo. Diciamo che ho la giusta ansia, non eccessiva. Gli Europei sono stata un’esperienza soddisfacente, mi è servita molto per entrare nel mondo professionistico a livello tecnico, capire i movimenti, l’organizzazione tecnico-tattica, gli aspetti legati alla concentrazione, al sonno e al riposo…
Due settimane fa sei andato a referto nella sconfitta della prima squadra a Trieste…
È stato un premio per quello che sto facendo nelle Under, mi hanno dato questa possibilità e per me è un fantastico punto di partenza. Certo, non sono entrato in campo, ma ho provato belle sensazioni in un palazzetto pieno… è stato fantastico anche solo effettuare il riscaldamento, per me è stato molto stimolante…
Avresti mai detto di poter arrivare a questo punto in pochi anni?
Sette anni fa non lo avrei mai potuto immaginare. Pensare che il 28 ottobre 2017 un giocatore del Varese mi ha preso per mano, portandomi sul parquet prima di una partita, e sette anni più tardi l’ho fatto io con un altro bambino, beh… è qualcosa davvero di notevolmente emozionante.
Quali sono i tuoi sogni?
Riuscire a giocare in Serie A, e perchè no, disputare anche l’Eurolega.
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