Il Comune di Maccagno con Pino e Veddasca è ufficialmente tra i borghi più belli d’Italia, grazie all’ingresso nell’omonima associazione che da ventidue anni si occupa di promozione turistica in favore dei luoghi più suggestivi del Paese.
Un lungo percorso
Il percorso per unirsi all’ente no profit, rappresentato in tutta Italia da 366 borghi, è stato lungo e articolato. Iniziato nel 2021 con l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Fabio Passera, si è concluso nella mattinata di venerdì 1 novembre all’esterno del Santuario della Madonna della Punta, con la consegna della bandiera dell’associazione al nuovo sindaco di Maccagno, Ivan Vargiu.
Presenti amministratori locali, forze dell’ordine, cittadini, l’assessore regionale al turismo Barbara Mazzali e il presidente dell’associazione I borghi più belli d’Italia, Fiorello Primi, che ha consegnato al sindaco la bandiera e una spilla dell’associazione.
«Per Maccagno è un punto di partenza»
L’adesione all’ente è «un punto di partenza», ha spiegato Vargiu davanti ai partecipanti. «Per noi adesso inizia un lavoro finalizzato a creare una strategia comunicativa insieme all’associazione». E lo scopo finale è la valorizzazione del paese e dei suoi servizi, soprattutto in chiave turistica.
Turismo: «Numeri straordinari»
E a proposito di turismo, le realtà lombarde stanno facendo «numeri straordinari», ha spiegato l’assessore Mazzali:«19 milioni di presenze nel 2023, 51 milioni di pernottamenti, il 17% in più del 2019, che sotto questo profilo è stato un anno d’oro». Cifre in positivo anche per i borghi che rappresentano l’associazione a cui ha aderito Maccagno: 22 milioni di pernottamenti lo scorso anno, e un +22% di presenze nei primi otto mesi del 2024; l’82% dei visitatori proviene dall’estero.
L’associazione e i paesi
Ma cosa significa entrare a far parte dei borghi più belli d’Italia? Prima di tutto, ottenere buoni punteggi attraverso una scheda di valutazione dell’ente, composta da ben 72 parametri. A comporre il risultato finale contribuiscono diversi fattori, come la bellezza estetica del luogo, i servizi per i suoi abitanti e per i turisti. Ma anche le iniziative per la tutela del paesaggio.
Caratteristiche che vanno mantenute e migliorate nel tempo. E a favorire questi processi è il monitoraggio dell’associazione, che offre grande visibilità a chi ne fa parte. Basti pensare che uno studio del Censis, pubblicato alcuni anni fa, ha stimato in circa 250mila euro l’investimento necessario per assicurare ad un singolo borgo la promozione turistica messa in moto dall’associazione.
Maccagno e il suo risotto
I canali che garantiscono visibilità ai borghi sono molteplici. Dal web e dai social network (più di 5 milioni i followers per le pagine dell’associazione, con oltre 190 milioni di visualizzazioni su Instagram nel 2023) fino al più tradizionale supporto cartaceo, con riviste e volumi distribuiti nelle edicole e nelle librerie. Tra le pubblicazioni in arrivo c’è quella della rivista Sale e Pepe, che dedicherà 48 pagine a un percorso enogastronomico dei 26 borghi dell’associazione. Maccagno, unico borgo lacustre e anche unica presenza per quanto riguarda la provincia di Varese, con il risotto al pesce persico sarà tra i protagonisti del racconto.
Responsabilità e impegno
Ma l’associazione non è fatta di soli vantaggi. «Chi amministra i nostri meravigliosi luoghi ha il compito di far vivere esperienze da sogno ai turisti, preservare il territorio e valorizzarlo», ha ricordato l’assessore Mazzali.
«Supportiamo Maccagno»
Una sfida che coinvolgerà anche la Comunità Montana Valli del Verbano: «Siamo orgogliosi del riconoscimento ottenuto da Maccagno», ha affermato il presidente dell’ente, Simone Castoldi. «Ci complimentiamo con le amministrazioni che hanno consentito il raggiungimento di questo traguardo. E siamo pronti a supportare il Comune nelle iniziative che arriveranno».
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