Azzio | 27 Ottobre 2024

“Incontriamoci al Convento” di Azzio con un recital su Bernadette

Appuntamento alle 18.00 nella chiesa del convento per assistere allo spettacolo curato dal Gruppo Drammaturgico di Gemonio e dedicato alla figura di Bernadette Soubirous

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C’è qualcosa di particolare nel modo in cui alcune storie religiose continuano a essere raccontate anche fuori dai luoghi in cui sono nate. È il caso di Bernadette Soubirous, la giovane di Lourdes che nel 1858 raccontò di aver visto una «Signora» nella grotta di Massabielle e che, nel giro di pochi mesi, si ritrovò al centro dell’attenzione di curiosi, pellegrini e autorità. Una vicenda che ancora oggi continua a essere riletta attraverso il teatro, la letteratura e il cinema.

È proprio alla sua figura che sarà dedicato il prossimo appuntamento di “Incontriamoci al Convento”, la rassegna di arte e cultura sacra promossa dalla Comunità Pastorale “Maria Santissima sotto la Rocca”. Oggi, domenica 27 ottobre alle 18, la chiesa del convento di Azzio ospiterà il recital “Bernadette”, messo in scena dal Gruppo Drammaturgico di Gemonio. L’ingresso è libero.

La storia che il gruppo porterà in scena comincia il 11 febbraio 1858, quando Bernadette, allora quattordicenne, si trovava presso la grotta di Massabielle. Quello che raccontò di aver visto sarebbe diventato l’inizio delle 18 apparizioni che, secondo la sua testimonianza, si susseguirono fino al 16 luglio dello stesso anno.

Ma, al di là di ciò che ciascuno può credere riguardo alle apparizioni, c’è un elemento della storia di Bernadette che la rende particolarmente interessante anche come vicenda umana: la sua testimonianza fu sottoposta a domande, verifiche e interrogatori. Bernadette non era una teologa né una donna istruita. Era una ragazza che, a quattordici anni, non sapeva ancora leggere e scrivere e che proveniva da una famiglia caduta nella povertà. Proprio per questo la sua esperienza assume un carattere quasi paradossale: una ragazzina priva degli strumenti culturali che normalmente associamo a una figura capace di influenzare la storia religiosa di un luogo finisce per diventare la principale testimone di un avvenimento destinato a trasformare Lourdes in una delle mete di pellegrinaggio più conosciute al mondo.

Ed è forse proprio questo uno degli aspetti che il teatro può riportare in primo piano, perché prima di diventare una santa, Bernadette è stata una ragazza che si è trovata improvvisamente a dover spiegare qualcosa che aveva vissuto e che gli altri non potevano vedere con i propri occhi. La sua storia non finisce però con le apparizioni. Nel 1866 lasciò Lourdes per entrare tra le Suore di Nevers, dove condusse una vita molto più appartata. Morì nel 1879, a soli 35 anni e fu canonizzata nel 1933.

Portare questa storia nella piccola chiesa del convento di Azzio significa quindi spostarla dal grande Santuario alla dimensione raccolta di una comunità locale, riportandola alla dimensione sua semplicità iniziale: quella di una voce chiamata a raccontare ciò che ha visto e di chi, dall’altra parte, deve decidere se ascoltarla.

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