Oggi, sabato 24 ottobre, alle 21, la Sala Polivalente di Azzio, in viale Cadorna 1, ospiterà la presentazione del libro “Il Santo e lo scultore. Paolo VI e Floriano Bodini“, scritto da Arturo Bodini e Stefano Bodini e pubblicato nel 2025 da Centro Ambrosiano.
Il volume racconta il rapporto tra Giovanni Battista Montini, diventato Papa Paolo VI, e Floriano Bodini, scultore nato a Gemonio e tra i protagonisti dell’arte italiana del Novecento. Un legame sviluppatosi nel corso degli anni, nel quale la ricerca artistica si è intrecciata con la riflessione sulla fede e sulle trasformazioni della Chiesa.
Alla presentazione interverranno don Silvio Bernasconi, Arturo Bodini e Stefano Bodini. A moderare l’incontro sarà Paolo Costa. L’iniziativa è organizzata dalla Pro Loco di Azzio, con il patrocinio del Dicastero per la Cultura e l’Educazione del Vaticano, del Museo Civico Floriano Bodini di Gemonio e dei Comuni di Azzio e Orino. L’ingresso è libero.
Attraverso documenti, fotografie e opere, gli autori ricostruiscono le tappe di un rapporto che ha unito due personalità di primo piano, approfondendo il modo in cui Bodini ha interpretato attraverso la scultura la figura di Paolo VI e il cambiamento della Chiesa nel confronto con la società contemporanea.
Il volume è arricchito dalla prefazione del cardinale Gianfranco Ravasi e dall’introduzione di monsignor Marco Navoni, prefetto della Veneranda Biblioteca e Pinacoteca Ambrosiana. Un percorso che consente di rileggere una parte significativa della storia artistica e religiosa del Novecento attraverso opere e testimonianze legate alla figura del Pontefice.
La presentazione assume un significato particolare per il territorio, e soprattutto per Azzio, che ebbe un ruolo importante nella formazione giovanile dello scultore.
Nato a Gemonio l’8 gennaio 1933, Floriano Bodini trascorse infatti ad Azzio parte degli anni della Seconda guerra mondiale. Fu il nonno materno, Virgilio Mascioni, pittore, a trasmettergli i primi insegnamenti di disegno e pittura, contribuendo a far emergere la sua vocazione artistica.
Proprio nella casa del nonno, negli anni Cinquanta, Bodini realizzò le sue prime sculture in legno. Un passaggio significativo per lo sviluppo della sua ricerca e un legame concreto tra il paese e gli inizi del suo percorso artistico.
Dopo la formazione all’Accademia di Brera, Bodini partecipò alla Biennale di Venezia nel 1962 e vi tornò nel 1982 con una mostra personale. La sua produzione, inizialmente vicina al Realismo esistenziale e incentrata sulla condizione umana, si sviluppò nel tempo anche attraverso una riflessione sulla Chiesa e sulla figura di Paolo VI.
Tra le opere che testimoniano questo rapporto figurano la scultura lignea “Ritratto di un Papa“, del 1968, il monumento bronzeo dedicato al Pontefice al Sacro Monte di Varese, realizzato nel 1986, e la grande scultura in marmo collocata nel Duomo di Milano nel 1989.
Tre opere che raccontano, attraverso materiali e linguaggi differenti, la capacità dello scultore di confrontarsi con la complessità umana e spirituale di Montini.
L’incontro del 24 ottobre sarà quindi un’occasione per approfondire una vicenda che supera i confini locali e che continua a mettere in dialogo arte contemporanea, fede e società. Per Azzio, in particolare, sarà anche un ritorno alle origini di un artista che ha raggiunto una dimensione nazionale e internazionale senza perdere il legame con i luoghi della propria formazione.
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